Oggi, lunedì 23 settembre – ore 20 nel Castello di Tutino
Con la fine dell’estate e l’avvicinarsi dell’inverno è ormai consuetudine ritrovarsi a festeggiare “L’equinozio d’autunno” nel Castello di Tutino
Così succede da 13 anni e così avverrà il prossimo lunedì 23 settembre, tra riflessioni, musica e uno sguardo alla luna. Ogni anno l'Associazione "La Culonna" assegna anche un premio ad una personalità che si sia distinta nel campo artistico e sociale.
Quindi negli anni sono già stati premiati, tra gli altri, Graziano Gala, Ercolino Morciano, Alfredo De Giuseppe e Pasquale Santoro. Quest’anno il Premio vola oltre i confini cittadini e viene conferito a Sergio Blasi, già sindaco di Melpignano, nonché tra i fondatori e animatori principali de “La Notte de la Taranta”.
“Il Volantino”, così come “Mondo Radio” e altri media social saranno presenti all’evento del 23 settembre, che si avvarrà anche di alcuni momenti originali in musica di Alessia Agosto e Stefano Scuro.
di Alessandro DISTANTE
“Un piccolo imprevisto nel primo giorno di scuola, niente di più”. E’ questo il commento di un giovane quattordicenne raccolto dal cronista all’indomani dell’episodio accaduto in una Scuola superiore di Tricase: la crisi etilica di una coetanea, con tanto di ricovero in Ospedale.
“Niente di più” hanno dichiarato gli amici. E di più -di grazia- cosa doveva accadere?
Altri studenti a sorprendersi per il clamore suscitato: in definitiva -si sono chiesti- cosa è successo? Ed hanno spiegato: “Quello che normalmente accade in occasione delle feste private o in discoteca”. Già lo “stappo”, arrivare cioè alla festa già con lo stappo fatto o, meglio, con gli stappi di bottiglie di superalcolici o, in altre parole, arrivare già ubriachi. Che male c’è? Tutto normale!
“E poi: perchè ve la prendete con noi; anche i nostri genitori ne commettevano di marachelle!”
Insomma, tutto normale! Non ci dovremmo meravigliare di nulla (scandalizzare sarebbe un termine troppo forte), almeno a sentire gli amici della quattordicenne che è stata ricoverata (e poi per fortuna dimessa) in crisi etilica.
E se invece non fosse così? Se invece non fosse così normale ubriacarsi a scuola? Se provassimo a chiederci se questo episodio sia non un “piccolo imprevisto” ma, invece, una “bravata” che nasconde il vuoto? E se ci lasciassimo almeno sfiorare dal dubbio che la ricerca del nuovo, la sfida del proibito prende il sopravvento fino al punto da accettare di mettere a rischio sin’anche la salute o addirittura la vita?
Se, in altre parole, ci chiedessimo se la noia, per essere superata, ha bisogno di imprese fuori dal normale? Se fosse così, dovremmo riconoscere che questa sarebbe una spirale molto pericolosa.
Ed allora: è proprio tutto normale? E’ solo una semplice marachella? E’ sempre colpa degli altri?
Non si tratta di giudicare e tanto meno di condannare, ma di comprendere e di mettere in campo una strategia collettiva, come pure dichiarato al cronista da un docente in pensione.
L’errore più grande sarebbe quello di far finta di niente e di reagire negando l’evidenza; non è normale che ci si ubriachi a 14 anni e non è normale che ciò accada in una scuola che non è un luogo di festa e di trasgressione. La sfida, in quel caso, non è stata solo di superare l’autocontrollo, ma di perdere il controllo sfidando le Istituzioni, i luoghi della conoscenza e dell’educazione. Insomma una doppia sfida e perciò ancora più eccitante.
Ed allora: vogliamo parlarne, anche a costo di essere liquidati come retrogradi o moralisti, oppure vogliamo far finta di niente e lasciare che le cose e le persone facciano il loro corso e scelgano il loro destino qualunque esso sia?
Ovviamente non è un problema soltanto della Scuola, ma investe le Famiglie, le Istituzioni pubbliche, le Associazioni, tutti coloro, cioè, che per dovere, per mestiere o per scelta hanno a cuore la crescita dei ragazzi e la formazione dei cittadini di domani.
Vogliamo parlarne o vogliamo veramente credere che è stato solo un episodio e che tutto rientra nella normalità?
“Speriamo che torni presto tra noi, in piena forma”, hanno detto i ragazzi intervistati. Certo e ci mancherebbe altro, ma che torni in “piena forma”, quella che, per essere mantenuta, impone delle regole, piaccia o no.
Impressioni di Settembre
dibattiti, cinema, teatro, musica
TRICASE, PARCO BIBLIOTECA COMUNALE
20 – 21 – 22 – 26 SETTEMBRE
ingresso libero e gratuito
VENERDI’ 20 SETTEMBRE
Ore 19:30 – PRESENTAZIONE DEL FESTIVAL
Ore 20:00 LEA GAROFALO. UNA MADRE CONTRO LA ‘NDRANGHETA.
Con ILARIA FERRAMOSCA (Autrice del libro), Dott. Roberto Tanisi, già Presidente del Tribunale di Lecce, Valentina Murrieri (giornalista). In collegamento streaming Marisa Garofalo (sorella di Lea).
Ore 21:00 Diario separato. Storia di un uomo qualunque. Con Brizio Montinaro (Terra Somnia Editore), Daniela Fracasso (Avvocato), Alessandro Polidoro (Autore del libro).
SABATO 21 SETTEMBRE
Ore 20:00 – Donne e libertà di informazione: Tiziana Colluto (giornalista), Luana Prontera (giornalista), Ilaria Lia (scrittrice), Francesca Maruccia (scrittrice).
Ore 21:00 - OMAGGIO a ILARIA ALPI a trent’anni dal suo assassinio. Proiezione film: Il più crudele dei giorni.
DOMENICA 22 SETTEMBRE
Ore 19:00 – CGL, CISL, UIL. Opportunità e criticità nel mondo del lavoro nel Salento.
Mauro Ciardo dialoga con i segretari provinciali.
Ore 20:00 – Peppino vs. Di Vittorio. Ballata sentimentale per un eroe popolare. Di Walter Prete
con Gustavo D'Aversa e Walter Prete, musiche Trio Jeangot.
Geri De Giuseppe, Luigi Spira, Dario Longo
regia Gustavo D'Aversa
Ore 22:00 concerto finale, CANZONI AL TAVOLINO, con Mino De Santis, Luigi Mariano e Gaetano Cortese.
GIOVEDI’ 26 SETTEMBRE (presso CINEPLEX Tricase)
Ore 20:00 LA QUESTIONE CLIMATICA COME QUESTIONE COSMOPOLITICA.
Con Prof. Attilio Pisanò e Prof. Mario Carparelli (UniSalento)
Ore 21:30 Proiezione film Siccità (regia Paolo Virzì)
di Vincenzo Errico
Mario, Donato, Antonietta, Lucio, Teresa sono nostri concittadini che non si conoscono tra loro, ma che vivono storie simili, fatte di solitudine.
Hanno la fortuna di essere ancora autosufficienti, ma la sfortuna di essere rimasti soli. Una di loro, Antonietta, ci ha parlato della sua vita, della sua normalissima famiglia e dei suoi due figli, che hanno studiato e una volta laureati si sono dovuti trasferire all’estero per poter lavorare e lì sono rimasti ed hanno formato la loro famiglia, tornando nella nostra terra solo per brevi periodi. Ci ha parlato della prematura scomparsa del marito e della profonda solitudine che la circonda, nonostante sia una splendida settantenne, molto energica e vitale. Una settantenne che si è posta e ci ha posto una domanda: “Perché la politica non ha mai pensato di realizzare o attrezzare una struttura già esistente, affinché tante persone come lei possano trovare ospitalità, in assoluta autonomia e libertà, usufruendo in spazi comuni di tutti i servizi e l’assistenza di cui potrebbero aver bisogno, dallo svago all’aiuto per il disbrigo di pratiche, il tutto gestito da personale specializzato?” Ed è proprio dal racconto di Antonietta e da questa domanda che noi di “Tricase Insieme” abbiamo preso spunto per una profonda riflessione. Abbiamo capito che esiste una categoria di persone che spesso, molto spesso, viene trascurata. Anche da noi di Tricase Insieme! E non abbiamo difficoltà ad ammetterlo. Così, ci siamo attivati contattando tecnici ed operatori del terzo settore per confrontarci sulla fattibilità ed abbiamo continuato ad incontrarci con Antonietta, che è stata la musa ispiratrice per un progetto concreto e circostanziato, per edificare
LA CITTÀ DELLE PERSONE
Il nostro progetto prevede la creazione di una struttura aperta con una gestione pubblico privato che dia la possibilità di conservare intatta la propria autonomia e consenta di usufruire contemporaneamente di servizi ed assistenza comuni. È un progetto che è stato accolto, promosso e sposato con grande entusiasmo da diversi operatori del terzo settore, al punto di proporre, per la realizzazione, una sorta di azionariato partecipativo fra pubblico, privato ed operatori del settore.
Una collaborazione che ha dato vita ad un progetto esecutivo con un preventivo di massima dei costi del progetto e ha permesso di individuare la struttura, ovvero lo spazio dove potrebbe sorgere.