di Pino GRECO

Tricase- Che emozione! Elisabetta D’Amico, due volte prima in classifica negli Stati Uniti d’America. Lo scorso 29 giugno nella Città di Hershey sono stati assegnati due premi nel campo dell'inchiostrazione nel fumetto statunitense alla tricasina Elisabetta D’Amico (classe 91).

Vale a dire: Premio più adattabile: artista che mostra un'eccezionale versatilità nello stile dell'inchiostro rispetto ad altri artisti a matita: Prima classificata, Elisabetta D’Amico: Daredevil, Venom Annual [Marvel].

Il secondo riconoscimento è il Premio Props: artista dell'inchiostro che merita maggiore attenzione per il proprio lavoro rispetto ad altri artisti della matita: Prima classificata, Elisabetta D’Amico: Daredevil, Venom Annual [Marvel].Questa è la seconda volta che Elisabetta vince in questa categoria dopo aver già vinto un trofeo nel 2019.

Elisabetta: “Ciao a tutti, come state? Spero che ti divertirai qui a Hershey! È davvero un onore essere qui con tutti voi e volevo ringraziare Bob, Joe, il suo staff e Ken per aver reso tutto questo possibile e per aver permesso a mio padre di essere qui. Grazie mille per tutto quello che hai fatto! Un ringraziamento speciale a mio padre per essere qui con me, spero che tu e tutta la mia famiglia siate orgogliosi di me. Tornando a questi premi, non ho parole. Ancora non ci credo. Questi premi segnano un momento molto importante per me e per la mia carriera. Mi piace dire che noi inchiostratori siamo come l'acqua. Non so se i miei colleghi la pensano come me, ma penso che non esista un’analogia migliore. Ci adattiamo perfettamente alla matita che abbiamo, ma non perdiamo mai la nostra essenza, proprio come l'acqua. È un onore ricevere questi premi e sapere che il mio inchiostro può fare la differenza, sapere che la mia essenza si fa sentire nonostante tutto, mi rende orgoglioso del percorso che ho intrapreso e del mio lavoro."

L’attore di punta della fiction Mare fuori Matteo Paolillo, le parole graffianti di Cristiano Godano (leader dei Marlene Kuntz, ndr) e la scrittura poetica di Maria Grazia Calandrone: a Tricase e Tiggiano si prepara a tornare Duerive, il festival delle storie che si appresta alla sua terza edizione con nomi e luoghi iconici.

Si parte la sera del 26 luglio dalle 20 a Lucugnano dove, presso Palazzo Comi, Maria Francesca Benvenuto (Amore Assaje, Mondadori), Giulia Della Cioppa (Ventre, Alter Ego), Deborah D’Addetta (Maleuforia , Giulio Perrone Editore) saranno chiamate a dialogare di esordi con lo scrittore Mattia Insolia, nell’ambito del cantiere esordi. A seguire Marco Amerighi (curatore editoriale di Book Pride) e Mario Carparelli (docente di filosofia), in un evento titolato “tuffarsi”, dialogherà con Cristiano Godano (leader dei Marlene Kuntz) del suo ultimo libro, Il suono della rabbia (Il Saggiatore).

Il 27 luglio poi, ancora dalle 20, in piazza Don Tonino Bello l’artista Redi Hasa riceverà la prima edizione del premio Duerive Qui Salento a testimonianza dell’orgoglio portato al Salento con la sua arte. Successivamente sarà il momento di festeggiare i trent’anni in mare della casa editrice minimum fax, realtà indipendente che ha lanciato autori come Cognetti, Rapino e Lagioia.

Il 28, infine, a Torre Nasparo, ancora dalle 20, il gran finale: la scrittrice Maria Grazia Calandrone (Magnifico e tremendo stava l’amore, Einaudi) e poi Matteo Paolillo, noto volto della fiction Mare Fuori e in libreria con 2045 (Solferino) prima di chiudere il sipario con DueriveOFF, momento di festa voluto per celebrare il Mediterraneo, i suoi talenti e le opportunità della grande narrativa italiana in compagnia di Graziano Orlando e del progetto "About Ape", vibrante iniziativa musicale cresciuta all’interno del progetto di valorizzazione del territorio “Ape in Funky Garage”.

Sotto la direzione dello scrittore salentino Graziano Gala e dell’esperto Emanuele Bosso, coadiuvati dal lavoro associativo preziossisimo di una associazione nata per dare maggiore forza alla rassegna (formata da Andrea Ciardo, Serena Colazzo, Andrea Di Paola ed Enza Zocco), con l’ausilio fondamentale di enti che hanno contribuito alla realizzazione di questa terza edizione del festival, a partire da Regione Puglia, Comune di Tricase e Associazione Tina Lambrini – Palazzo Comi, già partner nelle precedenti edizioni, a cui si sono aggiunti il Polo Biblio-Museale di Lecce, Unione dei Comuni Terra di Leuca, Associazione Pro Loco Tricase e Comune di Tiggiano la rassegna promette anche quest’anno di deliziare locali e turisti portando in Salento il meglio della letteratura e dello spettacolo nostrano.

Viale Stazione…

Alla faccia del divieto e dei pedoni…

di Giuseppe R. PANICO

Dall’alto della nostra costa, lo sguardo spazia a Levante su un ben ampio orizzonte e ci offre spesso l’immagine di navi grandi e piccole in transito nel “choke point” del Canale d’Otranto. Alimentano una economia, nazionale e mondiale, basata principalmente sul trasporto via mare.

Navi anche passeggeri che, sempre più numerose, offrono in navigazione benessere e relax vacanziero e, nei porti di sosta, nuove conoscenze e culture. Ma quando all’orizzonte si profila una grande nave, mossa non certo da immensi motori, come su moderne gigantesche porta-container, ma da grandi vele su ben cinque altissimi alberi, subentrano curiosità e riflessioni. Quella nave non era il noto Vespucci, la nave a vela più bella del mondo, che, in questi giorni, sta solcando le onde dell’Oceano Pacifico, per portare ovunque una delle più positive immagini d’Italia e della Marina Militare, ora ben più fortemente impegnata nella difficile situazione geopolitica.

Come anche dei tanti giovani cadetti/e che, attraverso l’Accademia Navale, hanno scelto la Marina come proprio futuro e, come da Costituzione, la Difesa della Patria per missione. “Mens Sana”, attraverso l’intensivo studio a bordo, in “Corpore Sano”, attraverso il continuo impegno fisico, e altre conoscenze e culture nel relazionarsi, nei porti di sosta, con comunità ed organismi stranieri, è un tradizionale modello formativo, non da tutti superato. Esteso da tempo all’universo femminile, vede oggi anche donne al Comando di nostre prestigiose navi militari. Al largo di Tricase, giorni scorsi, era invece il maestoso “Royal Clipper”; un grande, moderno, gioello del mare, nato come nave per passeggeri e vacanzieri di alta fascia, spinto dalle tante sue vele. Vele manovrate non più da forti braccia, come sui veloci Clipper di un tempo, ma da un sapiente legame, fra scienza, tecnologia e natura, al servizio della economia turistica e di nuove forme di lavoro.

Quasi una riscoperta, come trasporto marittimo, del vento e della vela, confinate da tempo al solo mondo sportivo. Un legame con un passato, non certo irrigidito e improduttivo, nella sola dimensione storica e museale, ma motivo di innovazione e progresso. Riflessione ben valida anche per comuni costieri, come Tricase ove la “Valorizzazione delle Marine”, decantata da decenni in salsa politica, si rivela ogni estate quasi una beffa, utile a pochi e a danno dei tanti. Se lo sguardo, oltre che sull’ orizzonte, si soffermasse sulla nostra linea costiera e turistico-balneare, di certo non sarebbero solo turisti e bagnanti ad evidenziare pochezze e trascuratezze.

A volte sembra che un più decoroso e funzionale assetto estivo della costa, e, in particolare, dei già esistenti accessi al mare, non sia, anche per il silenzio-assenzo della minoranza, un dovere tecnico-amministrativo della maggioranza a palazzo. Tratti di litoranea e vie verso il mare invase da sterpaglie, torri costiere (e non solo) risanate… “a puntate”, non con la velocità e la rotta degli antichi vascelli a vela tipo Clipper ma con quelle di una lumaca zoppa e senza bussola.

Ne derivano disagi e costi ben più alti, dovuti al mantenimento in opera e per anni, di costose impalcature (come per la Torre del Sasso). Marina Serra poi con discese a mare pericolose o poco agibili (Acquaviva, Piscina, Lavaturo, etc.) e rischio infortuni. Come anche al porticciolo, abbandonato da anni a sé stesso, privato di identità nautica e/o balneare e diventato una seconda, ma innaturale ed illegale, piscina. Piscine che, sempre più sovraffollate, diventano spesso insalubri per scarso ricambio naturale di acqua.

Bagnanti quasi sempre in piedi e di poche pretese, confinati nel poco igienico fresco di tali acque anche per carenza di tranquille discese fronte-mare lungo il resto delle nostre pregevoli basse scogliere. Incuria anche al “Lavaturo”, un tempo ben tenuto accesso al mare per “igienizzare” pecore e capre ed ora impervio per gli umani bagnanti, visto il crearsi naturale di una nuova maleodorante “piscinetta” e per scalini e passaggi prossimi al crollo. Ci si chiede a volte come mai, in altre località balneari, si riesca a fare, e per tempo, ben più manutenzioni e predisposizioni.

“Nui simu fatti cusi”, si dice a volte in piazza, restii al cambiamento e “lieti” di sborsare, quest’anno circa mille euro al giorno di soldi pubblici per trasporto gratuito al mare, viaggiando su nuovi costosi ed a volte superflui asfalti stradali, e tanti altri fondi per brevi serate di concerti, spettacoli ed eventi, ma non per durevoli manutenzioni e funzionalità balneari.

E così, i vacanzieri da “Royal Clipper”, ci guardano perplessi e rimangono lontani. Altri, con meno risorse, e gli stessi paesani vanno al mare altrove, la povertà locale aumenta e, con questa, la fuga dei nostri giovani, dei nostri risparmi e delle nostre pluridecennali speranze verso il mare.

Tricase, 22 luglio 2024 - Si terrà oggi alle ore 20  presso l’Atrio di Palazzo Gallone la presentazione del libro di Alfredo De Giuseppe

Il libro di Alfredo De Giuseppe sulla storia del calcio a Tricase (già disponibile on-line al link https://www.amazon.it/dp/B0D7W97138) è chiaramente un Almanacco interessante di statistiche, foto, classifiche e ritagli di giornali, ma è anche altro. L’appuntamento è per lunedì 22 Luglio presso l’Atrio di Palazzo Gallone alle ore 20. Per gentile concessione dell’Autore, pubblichiamo qui di seguito una parte della prefazione del libro e alcune immagine inedite in esso contenute:

…..“40 lunghi campionati” è invece un’operazione “dal di fuori”. Un libro con uno sguardo più asettico, di chi non ha vissuto in prima persona le varie fasi del calcio cittadino, che ha però sempre seguito da lontano e che tenta, con una ricerca quasi storica (a volte più complessa di quanto si creda) di dare continuità a una vicenda sportiva che, ancora, si intreccia con la realtà del mondo circostante e inevitabilmente con la storia della città, con le sue peculiarità, con i suoi personaggi. Una vicenda umana, non solo sportiva, che in questi ultimi 40 anni ha fatto i conti con trionfi e fallimenti, con la lenta ma inesorabile lontananza della politica, l’arrivo degli Ultras, e delle scuole-calcio, con il calcio stellare delle TV a pagamento, con dirette Facebook e con i profili Instagram. Una storia che, da un caleidoscopio particolare, non racconta solo di risultati e classifiche ma anche di sogni e incubi, di diatribe violente e scontri tra soci, di risorgimenti e speranze. E in fondo, raccontando le dinamiche del Tricase Calcio, racconta, per sommi capi, le vicende socio economiche di un pezzo d’Occidente…

 

 

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