Ing. Cosimo RIZZO
Molte delle richieste dei lettori riguardano informazioni sulle procedure di costituzione delle comunità energetiche e sulla compatibilità della misura con altre agevolazioni. Di seguito alcune indicazioni, con l’invito di continuare a contattarci per maggiori dettagli sull’argomento.
L’iniziativa per dare vita ad una comunità energetica rinnovabile può partire da qualsiasi soggetto, sia pubblico che privato, deve prevedere la presenza di almeno due membri/soci facenti parte della configurazione in qualità di clienti finali e/o produttori, e di almeno due punti di connessione distinti a cui siano collegati rispettivamente un’utenza di consumo e un impianto di produzione/UP. Il primo passo è quello di dotare la CER di una propria autonomia giuridica attraverso una qualsiasi forma che ne garantisca la conformità con i principali obiettivi costitutivi tenendo presente, in questa fase, che lo scopo della comunità non può essere il profitto finanziario. Tra le personalità giuridiche che possono dar vita ad una CER sicuramente le associazioni non riconosciute sono quelle più indicate. Questo tipo di associazioni possono infatti essere costituite con un semplice contratto registrato fiscalmente con costi di gestione contenuti e semplici adempimenti. Ovviamente, dal momento che l’associazione non ha scopo di profitto, è possibile anche optare per un ente del terzo settore, cooperativa, cooperativa benefit, consorzio, organizzazione senza scopo di lucro etc.
Una volta creato il soggetto giuridico dovrà essere approvato uno statuto che ne riporta le regole di accesso e di adesione alla comunità con indicazione sulla distribuzione dei proventi. Questo dovrà consentire in modo non discriminatorio la possibilità di affiliarsi alla CER a tutti i soggetti interessati, o che ne facciano richiesta, in possesso dei requisiti di produttore, consumatore o prosumer. Le comunità energetiche sono caratterizzate dalla struttura aperta e pertanto non possono porre come barriera d’ingresso impegni di finanziamento o gravosi costi di iscrizione.
La tariffa incentivante è cumulabile con il contributo PNRR o altri contributi in conto capitale, nella misura massima del 40%, a fronte di una decurtazione della tariffa incentivante del 50%. È possibile ottenere la tariffa incentivante anche nel caso di accesso alle detrazioni fiscali al 50% per ristrutturazioni edilizie. Tali impianti però non possono accedere ad altri contributi in conto capitale, compreso quello previsto dal PNRR.
4 LUGLIO 2024 – ORE 20,30 - PIAZZA DON TONINO BELLO - TRICASE
PREMIATO PIERGIORGIO GIACOVAZZO
Quest’anno ritorniamo in Piazza don Tonino Bello in una location ricca di fascino.
La possente eleganza del Palazzo mirabile nel loggiato che si affaccia sulla Piazza si unisce alla elegante facciata della Chiesa Madre; ai piedi, all’incrocio tra l’edificio dell’Istituzione civile e di quello dell’Istituzione religiosa, la statua di don Tonino Bello, vescovo in odore di santità e che a Tricase visse anni importanti della sua missione prima di diventare il Vescovo tanto ammirato da Papa Francesco.
Alle spalle, un bel palazzotto con a piano terra il locale Mater, gestito da intraprendenti imprenditori, amanti del buon gusto ed impegnati nel rendere gradevole la sosta.
E’ in questo contesto che trascorreremo una bella serata; oltre ad ascoltare e conoscere Piergiorgio Giacovazzo e sentire le sue esperienze in prima persona nella Ucraina subito dopo lo scoppio della guerra, ci intratterremo sul mondo dell’informazione specie radiotelevisiva, sule cronache nazionali e sul panorama internazionale.
Non ci lasceremo sfuggire alcune curiosità sul mondo delle bici e dei motori (sua grande passione).
Durante la serata potremo gustare le delizie di Mater oppure bere qualcosa. La consumazione è libera ma è un modo per contribuire alle spese della Manifestazione.
Come sempre, dopo la consegna del Trofeo offerto da Agostino Branca, a chiusura della serata, la Pasticceria La Golosa offrirà una torta con l’effigie del Premiato.
La conversazione con Giacovazzo sarà curata dal giornalista Tonio Tondo, una figura molto conosciuta a Tricase per il suo impegno politico oltreché giornalistico presso La Gazzetta del Mezzogiorno.
Infine: vi saranno alcune sorprese ma, siccome sono sorprese, non vogliamo assolutamente anticiparle.
Rinnoviamo infine l’invito ad inviare le Vostre domande in redazione; dopo la loro selezione verranno rivolte, attraverso il nostro Direttore, al Premiato.
La manifestazione ha il patrocinio della Città di Tricase e della Provincia di Lecce
CHI E’ IL PREMIATO
PIERGIORGIO GIACOVAZZO - Nato a Roma il 3 gennaio 1970, è entrato in RAI nel 1997 e nella Redazione del TG2 ha ricoperto il ruolo di telegiornalista nelle edizioni più centrali.
Di particolare importanza i suoi recenti servizi dall’Ucraina; dopo lo scoppio della guerra con la Russia, Giacovazzo è rimasto l’ultimo giornalista RAI sul fronte di guerra, benchè la RAI gli consigliasse di fare ritorno a Roma per evitare rischi.
La sua scelta, indubbiamente coraggiosa, è stata premiata dallo studio curato dal sito specializzato in comunicazione Spot and Web: Giacovazzo è risultato il telegiornalista più amato dagli italiani come indicato dal 18% delle preferenze ottenute su un campione di 560 italiani tra i 18 e i 65 anni.
Giacovazzo è redattore e spesso conduttore della rubrica settimanale “TG2 Motori” ma è un appassionato anche di biciclette e soprattutto di mountain bike.
E’ stato anche capo dell’Ufficio Stampa del campione die motociclismo Max Biagi.
Poco dopo l’invito da noi rivoltogli a venire a Tricase per ritirare il Premio è stato protagonista, mentre conduceva l’edizione del TG2, di un famoso “fuori onda” sulla figlia di Fiorello; un “incidente” che ha accresciuto la sua popolarità ed ha consentito al Nostro di esprimere “pubblicamente” quanto moltissimi spettatori pensavano.
di Pino GRECO
Tricase- Paziente in fuga dall'ospedale, la Polizia Locale lo rintraccia in stazione e lo salva: «Volevo tornare a casa in treno»
E’ accaduto questa mattina in viale stazione. Allertati dalla direzione sanitaria dell’ospedale Cardinale Giovanni Panico di Tricase, nonché dalla locale Stazione dei Carabinieri, una pattuglia della Polizia Locale di Tricase si metteva alla ricerca di un degente, versante in una delicatissima situazione clinica ed indebitamente allontanatosi dal nosocomio tricasino. Dopo aver perlustrato attentamente l’intera Città, la persona veniva rintracciata dagli agenti della Polizia Locale presso la stazione ferroviaria del Sud-Est, in evidente stato confusionale e con addosso ancora visibili presidi medici. Attraverso un approccio dialogante ed attento all’aspetto umano, gli operatori intervenuti riuscivano a convincere l’ammalato della necessità di far rientro presso il luogo di cura al fine di sottoporsi alle necessarie terapie. Lo stesso si dimostrava particolarmente provato per la privazione dell’affetto dei propri familiari dichiarando di “voler tornare a casa in treno”. Immediatamente è stato chiamato il servizio 118 - il quale tempestivamente interveniva- e, contestualmente, provvedeva a darne informazione ai familiari. I familiari sopraggiunti sul posto quasi contemporaneamente ai sanitari 118 ed, alla loro vista, l’uomo si dimostrava rassicurato, acconsentendo al rientro in ospedale. “ Un sincero plauso agli uomini della Polizia Locale di Tricase per la professionalità e la delicatezza avuta nella gestione di una situazione non facile”, dichiara il sig. Giuseppe presente alla vicenda
L’arrivo della Dandini
di Alessandro Distante
Correva l’anno 2011, mese di maggio. Decidemmo di tenere la Terza Edizione del Premio il 1°, Festa dei Lavoratori, di pomeriggio. Location: Sala del Cinema Moderno. Protagonista e Premiata: Serena Dandini.
La Dandini, che notoriamente trascorre il suo tempo libero a Marittima di Diso dove ha comprato casa, la andammo a prendere all’aeroporto di Brindisi. Per accoglierla “alla grande”, decidemmo (io e mia moglie) di comprare ed offrirle un fascio di fiori: erano margheritone gialle.
Pronti nella Sala degli arrivi, attendemmo di vedere materializzarsi ai nostri occhi la mitica Dandini. Malgrado che i passeggeri del volo proveniente da Roma fossero tutti sfilati davanti a noi e malgrado che noi fossimo fermi lì pronti per l’accoglienza con il mazzo di fiori in bella mostra, della Dandini neanche l’ombra.
Almeno così ci parve. Proprio in quel momento squillò il mio cellulare.
“Proprio ora!” mi venne da dire guardando Chiara.
Comunque risposi e, dall’altro capo del telefono, venni investito: “Beh, io sono qui, all’uscita, Non è venuto nessuno a prendermi?”
L’accento romanesco non aveva bisogno di presentazione: era Serena Dandini che, evidentemente, ci era passata davanti senza che noi la avessimo riconosciuta.
Ci precipitammo all’uscita e la vedemmo. Aveva un paio di occhiali da sole che le coprivano quasi per intero il volto e poi … non era così alta ed imponente come io me la ero immaginata!
Fu cordialissima: cominciò a scherzare sull’accoglienza poco usuale; replicai, con non poca sfacciataggine, che non eravamo giunti in tempo per via …. dell’acquisto del mazzo di fiori. Finì in una risata e ci mettemmo in auto per raggiungere Marittima.
Da raccontare è poi il viaggio di ritorno da Marittima a Brindisi.
Mentre viaggiavamo giunse la notizia della uccisione di Osama Bin Laden. Subito i commenti e le più varie teorie sulla uccisione o non uccisione di Bin Laden. Mentre la radio continuava ad aggiornarci sull’evento che vedeva protagonista il terrorista più ricercato del mondo, la Dandini ci tenne a farmi vedere, in anteprima, la copertina del suo primo libro (“Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e di giardini”). Era una copertina molto particolare; glielo dissi, sottolineandone la originalità. Apprezzò il mio giudizio.
Non potevo immaginare che quel primo libro sarebbe diventato un best seller e che, dopo quel libro di esordio, la Dandini sarebbe diventata una delle scrittrici più lette in Italia.
Posso dire che le portammo fortuna?
Per legittimare questo merito, devo raccontare un altro episodio di quel Premio: durante l’intervista al Cinema Moderno (gremitissimo), il conduttore/padrone della serata, Giuseppe Giacovazzo, la presentò come un’affermata scrittrice. La Dandini tenne dubito a precisare che lei non aveva ancora presentato il suo primo libro, per cui si schernì: “Io affermata scrittrice?”
Non voglio attribuire a Giacovazzo poteri divinatori e capacità di leggere il futuro, ma, certo, quella che lì per lì sembrò una imprecisione si rivelò solo un’anticipazione di quello che poi sarebbe accaduto: Serena Dandini, all’indomani della sua venuta a Tricase per ritirare il Premio Il Volantino, divenne una apprezzata scrittrice. Beh, possiamo dirlo: il Volantino porta proprio fortuna!
P.S. – La Dandini, dopo il primo libro, ha pubblicato: “Grazie per quella volta. Confessioni di una donna difettosa”, Rizzoli, 2012; “Ferite a morte”, Rizzoli, 2013; “Il futuro di una volta”, Rizzoli, 2015; “Avremo sempre Parigi. Passeggiate sentimentali in disordine alfabetico”, Rizzoli, 2016; “Il catalogo delle donne valorose”, Rizzoli, 2018; “La vasca del Furher”, Einaudi 2020; “Cronache dal Paradiso”, Einaudi 2022; “La vendetta delle muse”, Harper Collins Italia, 2023.