E’ uscito il 6 aprile, La Fame Chimica, primo singolo in italiano di WEPRO.
Una biografia sonora con cui l'artista tenta di rappresentare la sua generazione.
Partendo da un momento di nudità ed esposizione totale come quello generato dalla distorsione dell'alcool e della droga, si racconta di un sentimento generazionale di individui abituati al lottare per ritagliarsi uno spazio di possibile.
Della solitudine che si può provare in questo percorso e del senso di frustrazione del vedere sempre tutto troppo lontano.
WEPRO è il progetto di Marco Castelluzzo
Un viaggio interiore dell'artista che sintetizza nella sua produzione musicale e visiva. La caratteristica è la commistione tra musica e cinematografia. Ogni brano è accompagnato da videoclip molto vicini a dei veri e propri cortometraggi, e anticipato da uno short video recitato, in cui l'artista rivela velatamente la trama del video.
Il fine è quello di raccontare delle vere e proprie storie, quasi sempre autobiografiche, utilizzando un concept nuovo e inedito, probabilmente non ancora sperimentato nello scenario nazionale.
Il sound è quello di un progetto a metà tra il rock e il pop, con forti influenze dell'indie più elettronico, ma le sfumature sono in continua mutazione, per permettere di spaziare le sonorità in direzioni più disparate, sperimentando e non rimanendo delineato in un unico contenitore sonoro.
Questo senza perdere mai la credibilità e l'identità artistica.
La produzione musicale e quella video è di Marco Castelluzzo ma si avvale della collaborazione di Matteo Costanzo sulla parte elettronica, e Giuseppe Taccini come tecnico del suono. Alle batterie Danilo Menna e Nico D'Angiò al basso. Alla realizzazione dei video e alla fotografia ha collaborato Federico Toraldo.
Marco Castelluzzo, classe '93 nasce e cresce a Depressa,
un piccolo paese nel basso Salento.
A 13 anni fonda la sua prima band i "The Wedding Project", di cui sarà frontman e chitarrista. La band partecipa a festiva ed eventi di rilievo e divide il palco con il cantante folk Uccio Aloisi. Parallelamente ai The Wedding Project, Marco porta avanti il progetto da solista. Nel 2010 infatti, viene notato da Disney e scelto non solo come cantante per la colonna sonora del film Rapunzel ma anche per apparire nella serie In Tour in onda su Disney Channel.
Nel 2012 registra il suo primo album, di cui è autore e compositore, con alcuni dei turnisti più importanti della scena internazionale tra cui Phil Palmer, chitarrista per Bob Dylan, Robbie Williams, Lucio Battisti, Eric Clapton (tra i tanti) e il bassista Phil Spalding (Elton John, Kylie Minogue, Mick Jagger)
Nel 2014 si traferisce negli Stati Uniti e inizia i suoi studi di Scrittura e Produzione Contemporanea al Berklee College Of Music di Boston, dove poi riceverà anche una borsa di studio per merito.
Nel 2015 Marco dà vita al suo progetto solista Wepro.
Rilascia gli autoprodotti "The White EP" e "The Black EP", e dopo aver suonato per mesi nei clubs più importanti di Boston e New York (Great Scott, The Bowery Electric, Hard Rock Cafe Boston, The Middle East per citarne alcuni) ed essere stato invitato a esibirsi in uno showcase per la famosissima Major Columbia Records, decide di tornare in Italia.
Nel 2016, durante il suo Tour Italiano, apre il concerto a Frankie hi-nrg mc, davanti ad un pubblico di 50mila persone.
Attualmente Marco è anche cantante e autore che collabora con Mediaset, Real Time e altri Artisti. Ha da poco scritto il testo della colonna sonora della serie TV L'isola di Pietro con Gianni Morandi ed è uno degli Autori e Compositori delle musiche della serie TV Love Dilemma andata in onda nel Gennaio 2018 su Real Time.Il 6 aprile 2018 esce il suo primo singolo in Italiano come Wepro.
di Ercole Morciano
La pubblicazione sui quotidiani locali ( Gazzetta del Mezzogiorno e Quotidiano del 30 marzo) della situazione economica della provincia di Lecce (fonte: Osservatorio D. Stasi, Quotidiano 30.3.18, pp. 10-11), come emerge dall’elaborazione dei dati dell’Agenzia delle Entrate (redditi 2017), non può lasciare indifferenti, specialmente noi del Capo di Leuca che abbiamo storia, cultura, tradizioni ed economia in comune.
Ho sperato che altri: esponenti di istituzioni-enti-partiti-movimenti-sindacati-associazioni professionali o di categoria, non per piangerci addosso, prendessero posizione pubblicamente con proposte concrete di coinvolgimento o di azione. Nessuno purtroppo l’ha fatto (se sbaglio correggetemi) e pertanto ho deciso di scrivere io qualcosa, da semplice cittadino, pur iscritto ad un partito politico, il PD, nel quale nessuna riflessione a riguardo risulta al momento essere stata fatta.
Una prima riflessione è richiesta dalla posizione generale della provincia di Lecce che, in confronto alle altre provincie d’Italia, risulta sprofondata nella parte più bassa della graduatoria nazionale. E questo già crea un problema politico di giustizia sociale e di stringente attualità che richiama le responsabilità di quanti hanno il dovere istituzionale di analizzare, studiare, riflettere e proporre, anche alzando la voce, se occorre; e mi riferisco in primis al mondo politico-amministrativo, ai partiti e movimenti. Il dovere di riflettere spetta agli enti pubblici; da quelli finalizzati alla formazione a partire dall’università, a quelli economico-finanziari; dai mondi della produzione e del lavoro, comprese quelle delle professioni fino alle libere aggregazioni che la nostra Costituzione valorizza come corpi intermedi.
La Chiesa stessa, che condivide «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce» con l’umanità nella quale è immersa, non mancherà di dare il suo autorevole contributo in questa drammatica contingenza che caratterizza qui e ora il territorio provinciale. Un crono-programma che, pensato e gestito dalla Provincia, come organo politico amministrativo di coordinamento sovracomunale, dovrebbe concludersi con una proposta operativa unitaria di sviluppo, da sostenere con l’impegno di tutti i rappresentanti istituzionali ai livelli superiori (Consiglio regionale, Parlamento, Consiglio europeo).
Il mio abbozzo di riflessione però riguarda principalmente Tricase e il Capo di Leuca, l’estremo sud del Salento. Dall’analisi dei dati, esposti sugli organi di stampa, emerge chiara un’altra, ancora più amara, considerazione. All’interno della provincia di Lecce si conferma un ulteriore divario nord-sud:
l’area più povera del Salento siamo ancora noi, quelli più a sud, quelli del Capo.
Se osserviamo i dati esposti nelle tabelle ci accorgiamo che quasi tutti i comuni del Capo di Leuca e dintorni ricadono nelle due ultime fasce di reddito, quelle più povere, rispetto alle 5 totali. Nell’ultima, dal n. 54 al n. 97, per redditi compresi tra 0 e 12.000 € troviamo i comuni di Acquarica del Capo (97), Morciano di Leuca (95), Supersano (94), Taurisano (93), Presicce (92). La penultima fascia, la IV, che comprende i comuni per redditi compresi tra12.000 e 14.000 € troviamo Gagliano del Capo (91), Ugento (88), Salve (87), Ruffano (85), Corsano (82), Patù (78), Specchia (69), Castrignano del Capo (63), Alessano (58). Nella III fascia, con redditi tra 14.000 e 15.000 € vi sono Montesano Salentino (48), Miggiano (46), Tiggiano (44). Andrano (23), con Castro (18) e Diso (17) si trovano tra i comuni della II fascia con redditi compresi tra 15.000 e 16.000 €. L’unico comune del Capo compreso nella prima fascia (reddito superiore a 16.000) è Tricase (11), seguito all’ultimo posto da Gallipoli (12), mentre Casarano, l’altro centro più popoloso del Sud-Salento, si attesta al n. 45 nella III fascia. Nella prima fascia, al primo posto vi è Lecce, seguita da Maglie, Cavallino e altri centri del centro-nord della provincia.
Fin qui la serie dei dati aggregati secondo le fasce di reddito ufficiali, ma altre considerazioni si potrebbero fare sul probabile, preoccupante futuro del nostro territorio, se si comparassero i dati economici con quelli demografici. I saldi sull’andamento della popolazione presagiscono un futuro fatto di spopolamento; di esodo di giovani cresciuti e laureati con i sacrifici delle nostre famiglie e destinati ad arricchire altri territori in Italia e fuori: un circolo vizioso che condannerebbe i nostri paesi, partendo da quelli più piccoli, a svuotarsi sempre di più, a diventare per lo più “dormitori” di assistiti e di pensionati, come già si può rilevare in alcune aree, quelle poste più sud del sud.
Ecco perché non possiamo tacere. Dobbiamo invece, ciascuno nel proprio ambito, premere affinché ci sia una riflessione comune sulle cause della nostra povertà e sui destini del Capo di Leuca. Allora chi ricopre ruoli istituzionali ai vari livelli, chi già è dirigente o semplice iscritto ad un partito politico o a un movimento, ha secondo me il diritto-dovere di non stare in silenzio; questo è pure il momento che, chi ha a cuore il destino della nostra terra, non deleghi altri, si impegni in prima persona in un partito o movimento conforme – se non in tutto almeno in parte – ai propri ideali e contribuisca responsabilmente e direttamente a costruire insieme con gli altri il futuro comune .
Ferma restando l’urgenza e l’opportunità di riflettere all’interno delle varie realtà esistenti nella nostra città , il Comune di Tricase potrebbe pensare alla convocazione di una prima conferenza di sindaci del Capo di Leuca per stabilire insieme un percorso che porti a un progetto di sviluppo e rinascita del nostro territorio, condiviso dalle popolazioni e da far valere nelle sedi opportune attraverso i rappresentanti istituzionali eletti. Tutto ciò potrebbe riempire di contenuti preziosi il tempo presente nell’attesa che si formi il Governo ed avere così il quadro istituzionale completo col quale potersi confrontare.
di Maria Assunta Panico - Consigliere Comunale
Egregio Direttore, scrivo, dopo aver letto nel precedente numero l’intervista all’Ing. Vito Ferramosca, per dettagliare e contestualizzare il percorso politico-amministrativo che ha interessato il Parco cittadino affinchè tutti possano essere informati. La realizzazione del parco in zona Lama, i cui lavori sono quasi terminati, discende dalla pervicacia e perseveranza della passata Amministrazione che si è, con impegno, battuta per la realizzazione dello stesso. Come già indicato dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico, la realizzazione del parco è il risultato di un complesso iter progettuale, avviato dall’Amministrazione Coppola, di cui ero componente di Giunta, che ha fortemente voluto e perseguito l’intero iter, prima urbanistico e poi realizzativo del parco.
Non è stato semplice far rivedere al Commissario ad Acta, nominato dal TAR, il progetto che era stato dallo stesso Commissario approvato con deliberazione del 10 novembre 2011 e che prevedeva proprio ove ora sorge l’area attrezzata a verde la possibilità di edificazione. Grazie alla Conferenza di Servizi, del 18-07-2013, promossa dal Comune presso la Regione Puglia alla presenza del Sindaco Coppola, dell’Assessore Regionale Barbanente, dei proprietari delle aree, del Commissario ad Acta e del Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, è stato possibile avviare il procedimento di variante del piano particolareggiato già redatto.
Il nuovo studio è stato condotto in maniera tale da ricomprendere sia le aree oggetto della ritipizzazione urbanistica sia di quelle ad essa adiacenti. Ciò ha portato ad ottenere un disegno urbanistico integrato delle aree edificabili e di quelle per standard che sono successivamente state armonizzate con atti amministrativi di competenza del Commissario, della Regione e del Comune come di seguito elencati: con Deliberazione del Commissario ad Acta del 15-11-2013 è stata adottata la variante alla strumentazione urbanistica comunale per l’area; con la Determinazione del Dirigente Regionale n.330 del 21-10-2014 è stato dichiarato concluso il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS); con la Deliberazione della Giunta Regionale n.1112 del 26-05-2015 la variante è stata approvata con prescrizioni; con la Deliberazione della Giunta Regionale n.2078 del 21-12-2016 la variante al Piano di Fabbricazione per ritipizzazione delle aree di proprietà Bentivoglio è stata approvata in via definitiva.
Mentre procedeva l’iter per l’acquisizione della formale variazione urbanistica dell’area, con Deliberazione della Giunta Comunale n.104 del 15-04-2016 si esprimeva l’atto di indirizzo al Responsabile del Settore LL.PP per la redazione di un progetto preliminare relativo alla realizzazione del parco cittadino per l’importo disponibile di Euro 600.000. Con successiva Deliberazione della Giunta Comunale n.203 del 12-08-2016 si procedeva all’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economico dei lavori da finanziare per Euro 200.000 con fondi comunali e per la rimanente parte di Euro 400.000 mediante la contrazione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti. In seguito con Deliberazione della Giunta Comunale n.297 del 06-12-2016 è stato approvato il progetto esecutivo del primo lotto funzionale di via Pirandello e con la determinazione del Responsabile del Servizio n.68 del 30-01-2017 si è proceduto all’affidamento dei lavori, mentre il secondo lotto in fase di completamento, all’interno dell’area Acait, ha visto l’approvazione del progetto esecutivo con la Deliberazione della Giunta Comunale n.69 del 16-03-2017.
E’ motivo di grande orgoglio verificare che l’impegno profuso all’epoca abbia portato i giusti frutti, la comunità di Tricase ha a disposizione un bel parco pubblico che viene concesso all’uso di tutti ed in grado di collegare parti nevralgiche della città. Un chiaro risultato dell’azione intensa e sinergica che abbiamo messo in campo sia a livello locale che regionale, riuscendo, con perseveranza, a creare un polmone verde cittadino impedendone l’edificazione disordinata, avallata da molti. Il parco testimonia la lungimiranza delle scelte fatte, quando il governo del territorio punta alla qualità della vita della collettività i buoni risultati ci sono e si vedono. Esso rappresenta l’esempio concreto di un’azione politica e amministrativa condivisa, attuata con impegno e con obiettivi chiari con una visione del territorio e della città improntata alla qualità ambientale ed urbanistica.
IL MOTORINO CIAO DI DON TONINO A TRICASE
Un gesto d’Amore…Un atto di riconoscenza verso tutta la comunità tricasina
Il motorino Ciao di don Tonino a Tricase
Presso “ il tempio” sito in via Tempio, sosta un’altro pezzo di storia di don Tonino
E’ il motorino Ciao, che centinaia di volte ha segnato il percorso , da gennaio 1979 all’estate 1982, da Alessano a Tricase e viceversa,
del nostro “ parroco”, che si apprestava a diventare pastore
Il dono è stato fatto dai familiari di don Tonino
di Pino Greco
Alessano, venerdi 20 aprile 2018
IL SANTO PADRE: DON TONINO “ SEMINATO “ NELLA SUA TERRA…
Papa Francesco: “Cari fratelli e sorelle, sono giunto pellegrino su questa terra che ha dato i natali a don Tonino Bello.
Oggi ho pregato sulla tomba del servo di Dio, una tomba che non si innalza monumentale verso l’alto , ma è piantata sulla terra, don Tonino “ Seminato” nella sua Terra, che ci vuole dire quanto è radicato in questa territorio.
Capire i poveri era la sua ricchezza, perché chi ama i poveri segue Dio.
Una chiesa povera rimane sempre sintonizzata sulle frequenze di Dio.
Don Tonino ci richiama a stare vicino ai poveri, lo feriva l’indifferenza, si preoccupava dell’incertezza del lavoro, non stava con le mani in mano agiva promuovendo la giustizia.
la famiglia di don Tonino
Ancora il Santo Padre : “Questa meravigliosa terra di frontiera “ Finis Terrae” che don Tonino chiamava “terra/finestra”, perché dal Sud dell’Italia si spalanca ai tanti Sud del mondo, dove “i più poveri sono sempre più numerosi mentre i ricchi diventano sempre più ricchi ”.
Siete una “finestra aperta, da cui osservare tutte le povertà che incombono sulla storia”, ma siete soprattutto una finestra di speranza perché il Mediterraneo, storico bacino di civiltà, non sia mai un arco di guerra, ma un’arca di pace accogliente per tutti ”