PER LA PRIMA VOLTA IN PUGLIA LA GIORNATA EUROPEA PER LA MICROFINANZA

A TRICASE IL MINISTRO LEZZI E IL PRESIDENTE EMILIANO

La Fondazione “Mons. Vito De Grisantis”, organismo della Diocesi di Ugento – S.Maria di Leuca, comunica che Lunedì 22 ottobre, a Tricase nella Sala del Trono di Palazzo Gallone, si svolgerà la tavola rotonda dal tema:

L'impatto del microcredito per l'inclusione delle persone non bancabili”.

L’incontro pubblico,moderato da Don Lucio CIARDO, Direttore Caritas della Diocesi Ugento - S.Maria di Leuca, prevede i saluti di Carlo CHIURI, Sindaco di Tricase, di Barbara LEZZI, Ministro per il SUD, Michele EMILIANO, Presidente Regione Puglia, Antonio Maria GABELLONE, Presidente Provincia di Lecce, Lavinia MONTI, Dirigente Ministero dell'Economia e delle Finanze, Vito PRIMICERI, Presidente Fondazione Bancaria” G. Primiceri”- Banca Popolare Pugliese, Giuseppe VENNERI, Presidente dei Dottori Commercialisti della Provincia di Lecce.

Si proseguirà con gli interventi nell’ambito del tema: “L’impatto del Microcredito su un territorio marginale per l’inclusione al lavoro”, prenderà la parola: Don Antonio MORCIANO, Presidente

Jorge RAMIREZ,EMN European Microfinance Network - Generai Manager,Giampietro PIZZO, Presidente di RITMI,Guglielmo Forges DAVANZATI, Docente di Economia Politica UniSalento,Don Andrea LA REGINA, Responsabile Microcredito Caritas Italiana.

Successivamente saranno presentate l’esperienze di inclusione da parte di: Don Stefano ANCORA, Presidente Parco Culturale Ecclesiale “ Terre del Capo di Leuca ‐ De Finibus Terrae” per Carta di Leuca, Maurizio RAELI, CIHEAM – Bari per “Cooperazione e Microcredito”, Corrado BRIGANTE, Pres. Coop Lattigiana, Delio SPARASCIO, Amahoro Il Microcredito in Rwanda. Due aziende nate con Microcredito - Progetto Tobia: B&B Messapia di Chirivì Maria Rita Ugento e Miranda di Piccinni Lavinia e Bartoli Smona Tricase, Nello Tuorto - Finetica - Programma "Pio Monte Somma". Le conclusioni saranno a cura di S.E. MONS VITO ANGIULI, Vescovo di Ugento - S. Maria di Leuca.

In questi ultimi anni, segnati da una pesante crisi economica congiunturale, sono molti i piccoli imprenditori che si sono trovati in grosse difficoltà, con poche possibilità a reperire sostegni finanziari, portandoli a rivolgersi alla Fondazione “Mons. Vito De Grisantis”, la quale, perseguendo finalità di solidarietà sociale, aiuta nell’avvio di attività imprenditoriali soggetti disoccupati o in situazione di svantaggio sociale. Negli ultimi anni il sodalizio ha creato opportunità di impresa ed ha incoraggiato la nascita di quasi ottanta piccola attività imprenditoriali nel territorio diocesano, tutte realizzate da giovani disoccupati, adulti che hanno perso il lavoro e immigrati regolarmente residenti.

La Fondazione “Mons. Vito De Grisantis” ha inoltre sostenuto famiglie in difficoltà economica, contribuendo a prevenire il dilagare della piaga dell’usura, riscuotendo apprezzamenti e consensi in ambito sociale a livello nazionale, meritandosi di celebrare in Italia, a Tricase, la IV Giornata Europea per la microfinanza, da parte dalla rete per il microcredito italiana ed europea (RITMI e EMN), dopo che lo stesso evento si era già svolto a Torino 2015, Verona 2016 e Siracusa 2017.

European Microfinance Network (EMN) che riunisce 85 istituzioni da 23 diversi Paesi Europei, tutte accomunate dall’impegno per sviluppare la microfinanza come strumento di inclusione sociale e di sviluppo economico sostenibile.Saranno presentate alcune esperienze di microcredito che hanno avuto un impatto sulla vita concreta delle persone escluse.

Insieme ad altri qualificati interventi, contribuiranno al dibattito, in quanto nei prossimi anni, il sostegno di fonti di finanziamento innovative (pubbliche o private) sarà fondamentale per l’ulteriore e buon sviluppo del settore e la creazione di nuove opportunità per gli “imprenditori scomparsi“.

Informazioni: Maurizio Antonazzo                        

 

 

 

A Depressa, sono seriamente arrabbiati…

di Pino Greco

Il trasporto scolastico dalle marine e dalle frazioni sprovviste di istituti scolastici e' gratuito.

Lo dice il regolamento Comunale. L'art. 8 del Regolamento Comunale sul Servizio Trasporto Scolastico recita: Sono esentati dal pagamento gli utenti di Tricase Porto e Marina Serra in quanto località sprovviste di scuole.

Ed il successivo art. 9 precisa addirittura che "Le richieste degli alunni di Tricase Porto e Marina Serra in quanto località sprovviste di ogni ordine di scuola hanno precedenza assoluta.  

Continua la polemica con nuove prese di posizione di cittadini e opposizione comunale in merito al servizio trasporto scolastico a Tricase e nelle frazioni.

Si è visto di tutto, e sono già tanti i genitori disperati, come una mamma di Depressa che in lacrime ci comunica le difficoltà del proprio figlio:

 “non è facile accompagnare tutti i giorni mio figlio di appena 3 anni sul pulmino per poi “ trasferirsi ” fuori dalla propria frazione  verso Tricase, quando comunque il servizio c’era a Depressa  ( la scuola materna), non è per niente facile, non è una cosa allegra”.

Andiamo per gradi: il servizio trasporto scolastico è partito in ritardo di circa 15 giorni. Quindi, alunni appiedati e genitori un po arrabbiati per due settimane circa.  

Dopo aver “esternalizzato il servizio di trasporto scolastico ad una azienda esterna, con un regolare affidamento provvisorio sino al 22 dicembre 2018”, c’è lo comunica il dirigente responsabile del settore dei servizi socio-culturali del Comune di Tricase, il dott. Francesco Accogli, genitori e opposizione comunale con il Gruppo Misto l’avv. Nunzio Dell’Abate e Vito Zocco si fanno sentire:

Ora i nostri Amministratori Comunali non solo richiedono il pagamento del servizio per € 20,00 mensili ai genitori dei ragazzi residenti nelle marine, ma anche a quelli residenti a Depressa, frazione ormai priva di istituti scolastici. Così come a quelli di Lucugnano i cui figli frequentano la scuola a tempo pieno, assente nella frazione. In definitiva il Sindaco fa cassa a discapito del sacrosanto diritto all’istruzione e sulla pelle di intere famiglie”.

di Nunzio Dell'Abate

Non bastava il completo degrado ed incuria in cui versa da quasi un ventennio, il recente doppio crollo strutturale, la bomba ecologica delle estese coperture in amianto dei capannoni, il mutuo ventennale che ancora paghiamo, ora si mette anche la richiesta risarcitoria avanzata in danno del Comune per circa 100.000 euro.

Eh già perché la società concessionaria del diritto di superficie su alcune aree solari dell’ACAIT per l’installazione e gestione in proprio di impianti fotovoltaici ha bussato a denari.

Difatti, a causa del crollo di parte del monumentale tabacchificio ove sono collocati la maggior parte degli impianti, la società lamenta la perdita irrimediabile degli stessi ed il mancato guadagno, voce di danno che cresce di giorno in giorno, per la mancata produzione di energia elettrica.

La società legittima la propria richiesta sull’art.3 della convenzione che pone in capo al Comune la gestione straordinaria degli immobili interessati, con espressa previsione che tale impegno comunale investe anche le ipotesi di danno eventualmente provocati da terzi o da calamità naturali.

Ora andrà a finire come sempre, che pagherà pantalone cittadino? O una buona volta per tutte si individueranno le responsabilità di questo stillicidio di denaro pubblico?

Le domande sorgono spontanee e lasciano di sasso: perché si è consentito di installare gli impianti fotovoltaici quando si conosceva lo stato precario della struttura immobiliare?

Perché si è assunta nei confronti della società concessionaria la responsabilità della gestione straordinaria delle porzioni immobiliari interessate dagli impianti e poi non si è mosso un dito per mettere in sicurezza ed evitare un crollo che anche ad un bambino pareva scontato?  

 Perché su quanto accaduto è calata una coltre di nebbia?

Quanto altro si dovrà pagare in termini economici, tralasciando quelli morali per l’offesa alla storia della nostra comunità?    

 

E’ fissato per la serata di sabato 20 ottobre alle ore 19 presso Palazzo Gallone in Tricase l’appuntamento annuale con il Premio Giornalistico organizzato dal settimanale cittadino Il Volantino.

Il premiato di quest’anno sarà Antonio Polito, noto editoralista che ha lavorato, tra l’altro, per Repubblica e da ultimo per il Corriere della Sera ed è spesso ospite di varie trasmissioni televisive.

La Manifestazione è giunta alla sua nona edizione e l’albo d’oro dei premiati ha visto giornalisti di primo piano nel panorama nazionale, andando da Antonio Caprarica a Francesco Giorgino, da Serena Dandini a Sergio Staino, da Lino Patruno a Claudio Scamardella, da Piero Sansonetti fino all’ultima premiata, Barbara Stefanelli.

Siamo particolarmente felici di consegnare il Premio a Polito, perché oltre ad essere una delle penne più prestigiose del giornalismo italiano spiega ildirettore del Volantino, Alessandro Distante, è meridionale e, negli anni passati, ha diretto un giornale centrato proprio sul Mezzogiorno. L’ultimo libro in circolazione tocca poi un tema che ci è sembrato fondamentale quale è quello del compito educativo dei genitori”.

Il Volantino è un settimanale che esce puntualmente da ventuno anni ed è un foglio di cronaca e di dibattito sui temi della Città di Tricase.

“Il Premio serve a non cadere nel localismo; l’analisi del locale è utile per comprendere il globale e una presenza come quella di un giornalista di livello ci aiuta ed aiuta i nostri lettori a saper collegare i temi di un territorio circoscritto con quelli dell’Italia e del mondo”.

A dialogare con Polito sarà il direttore del Quotidiano Claudio Scamardella, al quale gli organizzatori hanno affidato il compito di toccare con il Premiato i temi dell’attualità politica ma anche di offrire una chiave di lettura sui temi del Sud e dei giovani e di presentare le riflessioni del libro, in uscita nei prossimi giorni, dal titolo “Prove tecniche di resurrezione”, una guida su come affrontare le crisi con le quali ogni essere umano durante la sua vita prima o poi è chiamato a confrontarsi ed a superare.

Dopo la manifestazione seguirà una Cena Sociale alla quale sarà presente il Premiato.

La partecipazione alla Cena servirà anche a finanziare l’iniziativa.

Per info: 347 111 34 05. Prenotazione obbligatoria entro il 15 ottobre 2018

 

Tricase. Consiglio Comunale sulla Strada Statale 275:

stato dell’arte e analisi delle ipotesi di tracciato per Tricase ” .

E’ stato convocato nella Sala del Trono di Palazzo Gallone per venerdi 12 ottobre a partire dalle ore 17 il Consiglio Comunale.

Il presidente,il dott. Dario Martina invita tutti a partecipare ed informa che alla seduta sarà presente l’ing. Gianfranco Paglialunga, dirigente ANAS responsabile del Procedimento relativo ai lavori di ammodernamento della strada statale 275.

La 275 è un investimento importantissimo per il nostro territorio , capace una volta realizzata di assicurare grande sicurezza e viabilità a tutto il Capo di Leuca e non solo.

Numeri alla mano, problemi nel corso degli anni c’è ne sono stati tanti.

Forse ancora oggi non è chiaro quale sarà il futuro di questa arteria che, da tanti lunghi anni ha pagato già a lungo il prezzo alto delle vite umane….

E’ arrivato il momento delle decisioni operative…..?

TRICASE: TRASPORTO SCOLASTICO…QUANTO CI COSTA ?

EURO 74.200,00 (SETTANTAQUATTROMILADUECENTO/00 ) ?

Abbiamo ben tre pulmini ma li lasciamo a terra ed appaltiamo il servizio scolastico senza mettere a disposizione i tre mezzi comunali che abbatterebbero forse, di gran lunga il costo del servizio messo a base d'asta. Perché, come succedeva precedentemente, se l'azienda ha tre mezzi di cui usufruire chiede di meno come costo del servizio.

Facciamo due conti:

Siamo passati da 550 euro al giorno con l’utilizzo di mezzi comunali del precedente appalto, a 1.060 euro al giorno della nuova azienda aggiudicataria della gara provvisoria per 70 giorni senza utilizzo di mezzi comunali.

Dunque, se la matematica non è un opinione questi i calcoli:

550 euro al giorno per 70 giorni = 38.500 euro con l’utilizzo dei tre pulmini gialli.

Senza utilizzo dei pulmini gialli il costo lievita a 1.060 euro al giorno per 70 giorni

= 74.200 (settantaquattromiladuecento/00 ).

Immaginiamo un po' quale sarà la spesa con la gara triennale a partire dal 1 gennaio che non prevede neppure essa l’utilizzo dei pulmini comunali.

Dunque, sicuramente quest'anno le nostre spese sembrano essere promettenti in termini di crescita... raggiungendo nuovi costi e nuove vette…?

di Pino Greco

Sabato 13 ottobre prima giornata di campionato.

L’Aurispa Alessano è di scena a Spoleto ( palasport don Guerino Rota).

Ore 20:30 Diretta Lega Volley Channel. Monini Spoleto – Aurispa Alessano

Parola a Claudio Ciardo ( addetto Stampa)

"Sta per iniziare il quinto anno di A2 per l’Aurispa Alessano . Stagione complicata in quanto c’è da confermare la splendida stagione scorsa che è valsa l’accesso ai preliminari play off. La società quest’anno ha puntato su una rosa molto giovane composta da giocatori che hanno una grande voglia di imporsi. Un occhio di riguardo lo si è avuto nella composizione dello staff che ruota intorno alla squadra con il preciso intento di compiere proprio in quel reparto il vero salto di qualità. E’ in questa ottica che si spiegano gli ingaggi di Pino Lorizio come tecnico e di Mirko Corsano come team manager. La società punta forte sulla personalità e l’esperienza dei due per compiere decisi passi avanti nell’area tecnico- organizzativa. L’obiettivo stagionale è quello di far crescere senza assilli i tanti giovani che compongono la squadra che può contare anche in questa stagione sul supporto incondizionato dei Leones e dei tanti appassionati che puntualmente gremiscono il palazzetto dello sport di Tricase"

Roster

1

RUSSO Davide Luigi

Libero

2001

180

LE

2

MORCIANO Riccardo

Libero

2002

178

LE

3

LEONI Giacomo

Palleggiatore

1995

192

GE

4

AVELLI Francesco

Centrale

1982

194

LE

5

CORDANO Andrea

Palleggiatore

1999

182

GE

6

SILVESTRE DE OLIVEIRA RIBEIRO Kaio

Schiacciatore

1997

191

BRA

7

SERAFINO Edoardo

Schiacciatore

1994

191

RM

8

TOMASSETTI Daniele

Centrale

1981

203

RM

9

LUCARELLI Marco

Schiacciatore

1996

190

FR

10

ONWUELO Samuel

Schiacciatore

1997

198

NGR

11

PERSOGLIA Sandi

Centrale

1995

200

GO

12

BRUNO Vito

Libero

1995

180

BA

16

SCARDIA Ludovico

Centrale

2001

193

LE

17

DROBNIC Sergej

Schiacciatore

1995

193

SLO

18

UMEK David

Schiacciatore

1998

192

TS

Staff Tecnico

Lorizio Giuseppe

1° Allenatore

De Carlo Marcello

2° Allenatore

Bramato Luca

Scout Man

Alba Mauro

Medico

Longo Biagio

Fisioterapista

Russo Giuseppina

Fisioterapista

Negro Mauro

Preparatore Atletico

Negro Mauro

Osteopata

Mercaldi Davide

Nutrizionista

Montefusco Federica

Nutrizionista

Dirigenti

Venneri Massimo

Presidente Società

Piccinni Pierandrea

Vicepresidente Società

Arbace Fabrizio

Consigliere

Casarano Paolo

Consigliere

Ciardo Gianluigi

Consigliere

De Carli Antonio

Consigliere

Rizzo Antonio

Consigliere

Bramato Livio

Direttore Tecnico

Ciardo Claudio

Direttore Sportivo

Corsano Mirko

Team Manager

Sansò Marcello

Segreteria Generale

Massaro Germano

Responsabile Marketing

Caccioppola Raffaella

Addetto Stampa

Ciardo Claudio

Addetto Stampa

Ciardo Vito

Responsabile Palasport

Melcarne Valerio

Responsabile Settore Giovanile

Vanotti Fabrizio

Responsabile Settore Giovanile

Piccinni Pierandrea

Responsabile Amministrativo

 

 

 

di Alessandro Distante

Un normale fine settimana, passato tra incontri casuali, appuntamenti e shopping, mi consegna un quadro che ritrovo nelle indagini sul Mezzogiorno.

E’ di questi giorni la pubblicazione del “Rapporto Sud” redatto da tre importanti istituti e centri di ricerca quali Ance, Svimez e Cresme.

I dati sono allarmanti: la migrazione giovanile non conosce soste.

Tra il 2013 e il 2017 il Mezzogiorno ha perso 228.000 abitanti, come se fosse sparita una città pari a più del doppio di tutta Lecce.

L’emigrazione ha interessato giovani che hanno lasciato il Sud per il Nord d’Italia ed anche per l’estero con la ferma intenzione e questo è il dato che più mi ha colpito di non farvi ritorno.

A cena ho incontrato i miei compagni di scuola elementare. Tante vite che si ritrovano e tante storie da raccontare. Dopo la solita domanda su come stai e su cosa fai, subito quella sui figli. Cosa fanno e dove stanno.

E qui i dati del Rapporto sul Sud sono diventati nomi e volti: la maggior parte dei figli è fuori al Nord oppure all’estero dove studiano o lavorano.

“Mia figlia si è laureata brillantemente; ha prima lavorato fuori, in Inghilterra poi è venuta qui a Tricase; sì, ha lavorato anche qui, ma senza prospettive. Ora è tornata in Inghilterra e lavora a Londra. Andremo a trovarla a Novembre; non intende più tornare in Salento: lì si trova bene, la pagano come si deve e la stanno integrando e valorizzando”.

E i tuoi? chiedo ad un altro amico: “Tutti fuori: uno lavora a Milano, dove si è laureato ed ha trovato subito lavoro. L’altra a Torino, lavora in una grande industria grazie alla laurea conseguita. Non penso che faranno ritorno a Tricase. Qui non troverebbero un lavoro adeguato agli studi fatti”.

Interviene un altro compagno di classe per dirmi che i suoi figli sono tutti e due al Nord dove lavorano come Carabinieri. Solo la figlia di un’amica lavora a Lecce, ma nel campo della sanità, perchè i malati ci sono dappertutto, anche al Sud.

Il giorno dopo sono andato a fare la spesa settimanale ed al supermercato ho incontrato una coppia di amici. E tua figlia? “Lavorava al Nord; poi ha provato a tornare qui a Tricase. Ora lavora come volontaria, ma solo per fare esperienza nell’attesa di un posto, ma il problema è che è sola e disorientata. Le sue amiche sono tutte fuori. Qui non è rimasto nessuno e quindi non si ritrova più. Sta pensando di tornare al Nord”.

E’ un aspetto che nei dati delle ricerche non avevo trovato; lì, numeri spietati ma aridi, qui, al supermercato, quello che non fa numero ma che conta allo stesso modo.

La questione forse non è soltanto, o tanto, di trovare qualcosa per sopravvivere, sia esso un lavoro qualunque, oppure di avere un sussidio; la questione, per un giovane, è anche di qualità della vita, di legami che si spezzano, del senso di vuoto che si fa strada, del percepire che il mondo che c’è intorno invecchia e loro sono sempre più soli.

Ritrovo quanto avevo letto nel Rapporto Sud: tra il 2008 ed il 2017 il Mezzogiorno ha perso circa mezzo milione di occupati tra i giovani, mentre è cresciuto quasi dello stesso numero quello degli occupati ultra 55 enni. I posti -se va bene- non si perdono, ma non ce ne sono per i giovani.

Se poi chiedo cosa fanno i ragazzi che rimangono, mi sento dire che sono quelli meno attrezzati, che non hanno studiato o che hanno già alle spalle vite di famiglie difficili; non sono pochi quelli che sopravvivono mantenuti dalle pensioni dei nonni, fino a quando dureranno, ma capita spesso di vederli con una birra in mano anche di prima mattina.

“Quello che preoccupa me e mia moglie –mi confida l’amico incontrato per caso al supermercato è che nostra figlia non vede prospettive per il futuro, è triste e senza speranza e noi che possiamo dirle? Vai via, figlia mia”.

 

 

di Pino Greco

Le prime piogge non hanno trovato impreparato il Comune di Tricase.

E’ di questi giorni la ultimazione dei lavori di adeguamento del recapito finale della rete pluviale cittadina o, per dirla in termini più comprensibili, della vasca nella quale confluiscono le acque piovane per essere trattate prima di essere sversate nel Canale del Rio.

foto di Costantino De Giuseppe

Erano anni che il fenomeno dello sversamento diretto delle acque di pioggia raccolte nel territorio comunale causava non pochi problemi e non poco sconcerto; lo sversamento diretto di quelle acque, senza alcun trattamento, era la causa di spettacoli poco piacevoli con il Canale del Rio che finiva spesso per cambiare di colore e ospitare acque non proprio limpide.

Ora tutto questo dovrebbe essere finito; il Comune ha portato a termine un’opera, costata circa 600 mila euro, di adeguamento del recapito finale.

Le acque piovane, che venivano già fatte confluire nella rete cittadina di fogna bianca, subiranno un trattamento di grigliatura e sedimentazione in una vasca sita nei pressi dell’impianto di depurazione; in questo modo le acque piovane verranno separate da eventuali corpi solidi trascinati durante il percorso e poi, attraverso un processo di decantazione e dissabbiatura, verranno reimmesse nella condotta che le porterà nel Canale del Rio.

L’intervento venne approvato nel maggio del 2015 dall’Amministrazione Coppola ed è stato portato a termine dalla nuova Amministrazione guidata dal Sindaco Carlo Chiuri che ha ultimato i lavori e superato alcune problematiche tecniche e giudiziarie.

 

 

Scrive una mamma...

Parliamo di strade? Mi va bene. Parliamo di rifiuti? Anche questo mi va bene. Ma parliamo un pò di scuola. Parliamo del servizio trasporti. No, non di quello estivo.

Parliamo del servizio trasporti per le SCUOLE. Per le scuole ELEMENTARI di Tricase per la precisione.

Possiamo parlarne? Si aprirebbe un mondo fatto di domande da parte di noi mamme che vertono sulla sicurezza dei nostri figli. Il servizio è partito in ritardo (si parlava del 24 settembre, poi del 1 ottobre), ma per alcuni non è partito affatto. Vi sono giunte le lamentele?

Oggi ho cancellato i miei 2 figli e non per il fatto che da casa non siano passati (perché NON sono passati dato che uno dei miei figli non era stato inserito nell'elenco nonostante avessi presentato domanda i primi di settembre), ma perché i bambini vengono portati a scuola e poi lasciati fuori fino all'apertura dei cancelli.

Ora se ho ben capito, la responsabilità dei conducenti (ovviamente) termina nel momento in cui giungono a destinazione (a scuola per l'appunto) e la responsabilità della scuola inizia con l'apertura della stessa...

Ma mi domando: nel lasso di tempo che va dall'arrivo all'apertura questi bambini sotto quale responsabilità si trovano?? Dovesse succedere qualcosa di irreparabile (il bambino attraversa la strada, viene spintonato cade e si fa male, ha un malore, passa un tipo strano...) la responsabilità su chi cade??! No me lo chiedo perché, se è vero che ci sono fatti di estrema importanza di cui parlare, voi politici dovreste avere come priorità i bambini e poi tutto il resto!!

Come per le materne noi chiediamo che venga fatta chiarezza e messo al servizio una figura che si occupi di portare i bambini che arrivano col pulmino all'interno della scuola per affidarli ai collaboratori che provvederanno allo smistamento degli stessi nelle diverse aule.

Così si fa se volete farvi pagare un servizio. Noi affidiamo i nostri figli alle vostre mani.

È sconcertante sapere che non sono coperti da protezione alcuna fino all'ingresso in aula.
Grazie a chi mi illuminerà.

di Salvatore Ponzetta

In queste settimane, ho potuto leggere su varie testate giornalistiche locali, la problematica riguardante la chiusura della scuola materna della frazione di Depressa, ultimo baluardo dell'istruzione e fiore all'occhiello della stessa frazione, e quanto accaduto, non può essere lasciato nel dimenticatoio. 

Personalmente, non sono a conoscenza, e  ne tanto meno mi posso permettere a elevarmi a dare giudizi, in merito alla chiusura della scuola materna della suddetta comunità.

Ma quanto accaduto a Depressa, non può essere lasciato che rimanga al buio ma che possa essere di riflessione ad  altri, perché un domani prossimo futuro, potrebbe verificarsi anche nell'altra frazione cioé a Lucugnano, comunità dove vivo e dove ho frequentato la materna, le elementari e le medie e da allora dal mio primo ingresso a scuola sono passati ben 56 anni, e dopo tutto questo anni,  si è riusciti a mantene re ancora i tre livelli scolastici, scuola materna, elementare e media, e non so fino a quanto tempo ci possiamo riuscire.

E sì perché la permanenza delle tre scuole, si potrebbe scretorale dall'oggi al domani, perché oltre al calo delle presenze di bambini, calo dovuto  alle poche  nascite, dobbiamo confrontarci all'emigrazione di ragazzi che vengono iscritti dai propri genitori presso le strutture scolastiche presenti a Tricase, fenomeno che porterà nel breve tempo la chiusura delle scuole in successione, fenomeno che involontariamente crea disagi per coloro che rimangono iscritti nel plesso di Lucugnano.

Disagi e problematiche, che sino ad oggi si sono risolti con il mantenimento e costituzioni delle varie classi a Lucugnano, come si è verificato prima dell'inizio dell'anno scolastico 2018-2019, che si è riusciti a formare la classe I° media,  formata a fatica se non erro da 11 ragazzi, perché altri sei  sono stati iscritti  in altre scuole a Tricase denigrando le scuole del luogo, da dove in tutti questi anni si sono formati tutti i nostri ragazzi ed ognuno ha raggiunto il suo grado di eccellenza nella propria formazione personale e professionale.

Con questo, non voglio e non mi permetto di dare giudizi, o ulteriori commenti personali, nei confronti di quei genitori che hanno preferito di iscrivere i propri figli in altre scuole, volontà che voglio e vanno rispettate. 

Per questo voglio concludere la mia riflessione, lasciando le ulteriori riflessioni a riguardo  ai posteri, che vedranno la loro comunità di Lucugnano come lo è oggi Depressa, con contenitori culturali vuoti, perché i nostri futuri ragazzi non avranno la possibilità di formarsi inizialmente  nelle mura della loro comunità, perché privati delle elementari strutture primarie di insegnamento, come sono le scuole.

 

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