La strada che vogliamo. Incontro pubblico sulle proposte inerenti la S.S. 275.
Venerdi 1° giugno se ne parla in piazza Pisanelli a Tricase, ore 20.
Dopo l’incontro pubblico del 4 maggio scorso presso Palazzo Gallone a Tricase, organizzato dal Sindaco Chiuri, con la presenza del Vice presidente della Regione dott. Nunziante e dei rappresentanti di Anas oltrechè del Presidente della Provincia, si era rimasti in attesa di una indicazione da parte della Città di Tricase da formulare entro il 31 Maggio.
E’ venerdì 1° giugno,varie associazioni e comitati si organizzano con un incontro pubblico per proposte che riguardano la S.S. 275, invitando tutti a partecipare.L’incontro sarà fatto nel cuore della Città, nella centralissima e storica piazza Pisanelli, sede anche del Comune, a partire dalla ore 20.
La 275 una “strada” infinita. L’incontro di venerdi 1° giugno sicuramente rappresenterà un’altra occasione importante nel lungo panorama del confronto democratico salentino e del Capo di Leuca.
Si tratta ormai di decidere se accettare il progetto verso ovest con direzione Lucugnano, verso est, interessando la provinciale conosciuta come “Cosimina”, oppure verso nord, fermando il raddoppio al confine tra Surano e Montesano Salentino decisione questa portata avanti dal comitato SOS 275.
In ogni caso sembra che Anas abbia già presentato al CIPE il progetto e i relativi costi relativi al lotto che partirebbe da Melpignano e si chiuderebbe sulla rotatoria della Cosimina in zona industriale di Tricase (compreso quindi un tratto di circa 5km tra Montesano e Castiglione).
Da quel punto in giù, fino a Leuca, è tutto un susseguirsi di ipotesi e di divisioni fra i vari Sindaci, che da anni non trovano un comune denominatore per completare un’opera che almeno fino a Montesano mette tutti d’accordo e sarebbe urgente cantierizzare al più presto.
Oltre ai rappresentati del Comitato che ha organizzato l’incontro, vi saranno vari interventi che dovrebbero chiarire ulteriormente alla cittadinanza la sostanza della questione.
di Pino Greco
Nella foto la luce rossa intermittente
"attaccata "con il nastro adesivo che dovrebbe segnalare l'incrocio
Accidenti, è finita la pila , non c’è batteria, c’è poca luce, avranno pensato le centinaia di automobilisti che percorrono tutti i giorni la provinciale conosciuta anche con il nome de “ la Cosimina”, strada che proprio in questi lunghi anni è oggetto di “ discussione” per il tratto della nuova 275.
Era solo lo scorso gennaio quando alcuni tecnici delegati dalla Provincia, avevano nastrato una piccola luce rossa intermittente i due segnali stradali , per evidenziare la presenza della rotatoria a tutti gli automobilisti che arrivano dal Capo di Leuca per Montesano e viceversa.Tutto questo dopo il miracoloso incidente di inizio anno.
Incidente dove sei ragazzi furono “ miracolati ” nello spaventoso fuori strada alle porte di Tricase.
Furono portati tutti in ospedale, due le auto coinvolte, i conducenti non avevano visto la rotatoria anche per la scarsa illuminazione finendo per schiantarsi sulla stessa.
Era il 6 gennaio 2018. Poco dopo le 19.30 due auto, un'Audi A4 con targa svizzera e una BMW serie1, con a bordo 6 ragazzi si sono schiantati all'altezza della rotatoria all'ingresso di Tricase (cimitero nuovo).
Forse a causa dell'alta velocità e per via della scarsa illuminazione, i conducenti dei due veicoli non hanno visto il rondò: la BMW si è ribaltata finendo all'interno della rotatoria stessa, mentre l'Audi, dopo aver abbattuto il palo della luce ha finito la sua corsa dall'altra parte della strada.
Sul posto, immediato l'intervento della polizia locale, carabinieri e del 118 che ha trasportato i ragazzi in ospedale: all'arrivo dei soccorritori, i 6 giovani erano tutti fuori pericolo. Sono passati solo 4 mesi, la luce rossa intermittente non da più segnale da circa 20 giorni, è spenta, torna il buio totale, torna la paura.
E’ il caso che qualcuno faccia ritornare la luce in “ “Provincia e sulla provinciale la Cosimina”, prima che si verifichi qualche altro incidente “ miracoloso”.
Nella foto la rotatoria sulla strada provinciale " Cosimina"
all'ingresso di Tricase ( cimitero nuovo) di sera
Rizzello – Cicognini tra i beniamini
Un volto bello, quello del Salento 2018, manifestazione arricchita ed accompagnata dall’accordo di collaborazione con la Fondazione “La Notte della Taranta” per una sinergia che si presenta come un nuovo ed inedito canale per la valorizzazione turistica ed economica del territorio.
Dal punto di vista tecnico la manifestazione, tra le più impegnative del panorama nazionale, in programma venerdì 1 e sabato 2 giugno e valida quale seconda prova del Campionato Italiano WRC, nonché con lo stesso tracciato, come appuntamento d’apertura della Coppa Italia Quarta Zona e come terzo atto del Campionato Regionale a coefficiente 1,5, metterà in campo una ricca serie di novità.
La prima di queste riguarda il complesso apparato logistico con la cittadina di Melpignano che sarà completamente coinvolta nella gara ospitando il quartier generale e le verifiche sportive e tecniche presso l’Ex Convento degli Agostiniani, la pedana di partenza in Piazza San Giorgio, la cerimonia d’arrivo nel Piazzale antistante l’Ex Convento degli Agostiniani (luogo deputato ad ospitare anche il Villaggio Rally e noto ai più per essere ogni anno il luogo dove si svolge il concertone finale del Festival della Notte della Taranta), i Riordinamenti a Palazzo Castriota e il Parco Assistenza presso la Zona Industriale.
Ma Melpignano avrà anche un ruolo attivo per ciò che concerne la classifica di gara in quanto sarà teatro della nuova prova spettacolo d’apertura denominata “La Taranta” in programma nella serata di venerdì 1 giugno e che sarà allestita nei pressi dell’Ex Convento degli Agostiniani. La sezione cronometrata del percorso sarà poi completata nella giornata di sabato con la triplice ripetizione delle prove, già affrontate lo scorso anno, di Martignano, Santa Cesarea e Specchia. (comunicato stampa rally del salento)
Con l'accendersi dei motori al 51° Rally del Salento ci sarà anche la Scuderia Salentomotori di Tricase, con dieci equipaggi e solide ambizioni. Il primo equipaggio marcato Salentomotori a scendere la pedana di Melpignano sarà quello formato da Francesco Rizzello e Monica Cicognini con la Ford Fiesta WRC. Per Rizzello - Cicognini la gara rappresenta una candidatura di prestigio, con il giusto feeling sapranno dare il meglio di loro, puntando sicuramente ai gradini più alti della classifica.
Tra gli equipaggi iscritti al 51° Rally del Salento troviamo altri nove concorrenti della Scuderia Salentomotori, i fratelli Luca e Nicola Negro che ritornano in campo con la Renault Twingo R2B; il corsanese Antonio Russo che con il suo fidatissimo Gabriele Sorrone sfideranno la classe racing start con la Citroen C2; in classe A7 il nuovo equipaggio Salvatore Casarano che farà coppia con Gianmarco Ventruto a bordo di una Renault Clio RS; cambio vettura per Francesco Giangreco, che per la gara salentina ha deciso di gareggiare con la Peugeot 106 Kit/K10 affiancato per la prima volta dal ruffanese Antonio Passaseo. Ritorno in gara per Gianluca Lecci e Luca Leone, coppia già testata in precedenti competizioni, che si presenteranno con una Mitsubishi Evo X in classe N4, che dovranno sfidarsi con Antonio Forte e Pasquale Fiorito, a bordo di una Mitsubishi Lancer Evo IX. A distanza di un mese farà ritorno anche l’equipaggio Donato Parrotto con Cristiana Morbidi, che con la loro Citroen Saxo racing start cercheranno di portare a casa un buon risultato.
A chiudere la squadra Salentomotori due nuovi equipaggi, Tommaso Miccoli coadiuvato da Gianmarco Manco a bordo di una Renault Clio R1A; e Luca Falcone con alle note il tricasino Gianluca Stefanelli, con una Peugeot 106 racing start. Ulteriori dettagli organizzativi e aggiornamenti visibili sul sito ufficiale della manifestazione all’indirizzo www.rallydelsalento.info
Conosciamola...
Sono Maddalena Atzori, ho 21 anni e sono nata e cresciuta a Tricase. Frequento il primo anno della Facoltà di Medicina, presso l’Università degli studi di Bari A. Moro. Mi definisco puntuale e pignola, ma non troppo: le mie pantofole sono sempre riposte con una giusta angolazione e faccio sempre un ugual numero di bocconi per ‘secondo e contorno’. Sono appassionata dell’arte in ogni sua forma, soprattutto della danza, la mia più grande passione, che mi ha trasmesso, con disciplina, l’eleganza e la precisione.
Mi piace essere impegnata, avere tante cose da fare e farmi coinvolgere. È così che ho trascorso i miei cinque anni di Liceo Classico, tra una versione di greco e un’interrogazione, tra un viaggio-studio all’estero e un’assemblea. Mi piace leggere e viaggiare, conoscere le altre culture, scoprire gli altri Paesi, ma ho radici ben radicate. La mia è una famiglia semplice: mia mamma è un’insegnante, mio padre lavora in ferrovia e mio fratello, il più piccolo di casa, frequenta la scuola superiore. La mia è una bella famiglia, che mi ha sempre sostenuto e accompagnato, insegnandomi l’importanza dell’umiltà unita ai grandi sogni, la potenza delle piccole cose e il rispetto nei confronti degli altri e di me stessa.
Sono cresciuta con i piedi per terra ma ho sempre guardato in alto: anche quando la vista era occultata da nuvole, grosse ma passeggere, ho sempre cercato di pensare positivo perché sentivo di poter fare la differenza. Forse è proprio questo sentimento che mi ha spinto a partecipare al contest #studioinPugliaperchè, indetto dall’Assessorato alla Formazione e Lavoro della Regione Puglia e ARTI - Agenzia Regionale per la Tecnologia e Innovazione, rivolto a tutti i diplomati con il massimo dei voti che avessero deciso di proseguire il loro percorso di Studi in Puglia.
Lo scopo di questo concorso era quindi premiare ed evidenziare le motivazioni per cui gli studenti hanno optato per un percorso accademico in istituzioni pugliesi di alta formazione. Leggendo per la prima volta riguardo questo concorso mi sono sentita chiamata in causa e ho sentito il bisogno di esprimere le mie idee. Questa è una tematica che mi sta particolarmente a cuore e sento a me vicina. Sono pochi i miei coetanei che hanno scelto di rimanere a studiare in Puglia. Cresciamo, infatti, con l’idea che dopo il Liceo debba esserci una partenza dolorosa ma inevitabile e indispensabile.
L’idea di poter rimanere a studiare vicino casa, quasi ci spaventa. Io mi sono chiesta perché: perché non ci pensiamo? Perché abbiamo questa idea della Puglia come di una regione povera, che ‘manca’ di qualcosa? Perché non restiamo? Perché non resistiamo?
Così è nato “Il fiore del partigiano”: titolo che si rifà all’ inno ‘Bella ciao’. È il titolo dell’articolo con cui ho deciso di partecipare al contest e che mi ha regalato il bellissimo primo posto. Le parole della canzone mi emozionano ogni volta e quasi per magia mi ricordano la mia terra: la Puglia, come un fiore dalla bellezza sconvolgente ma altresì fragile che, chi si sente un po’ “partigiano” –come me- ha il compito di proteggere. Ho scritto per difenderla, perché la Puglia mi ha dato tanto: ho scoperto una regione che ha voglia di crescere e di fare (un po’ come me!), che conserva la tradizione nell’innovazione e cerca sempre di valorizzare le sue origini.
“Siamo educati all’abbandono, l’abbandono della nostra terra”, ma possiamo cambiare le cose, possiamo fare la differenza. Non vorrei dare l’idea di una persona che non vede nulla se non il “proprio giardino” poichè penso che sia fondamentale per noi ragazzi fare nuove esperienze, conoscere nuovi posti e apprezzare la bellezza della diversità. Questo, in fondo, è il mio progetto di vita: fare esperienza per poi poter ritornare qui e seminare quello che di nuovo ho imparato e crescere ancora.
“Solo il partigiano può difendere la propria terra, solo noi possiamo valorizzarla e farla crescere.
Contro lo stereotipo di una Puglia povera di cultura, che manca di soldi e pensieri!
Il treno è partito: qualcuno è rimasto.”