INTERESSANTE INCONTRO CELEBRATIVO PRESSO L’AULA MAGNA DEL POLO DIDATTICO UNIVERSITARIO DELL’OSPEDALE “PANICO”
di Gerardo RICCHIUTO
Aderisco volentieri all’invito del Direttore ad informare i lettori sull’ “incontro celebrativo” svoltosi nell’Aula Magna del Polo Didattico Universitario dell’ Ospedale il 6 u.s. organizzato dalla Pia Fondazione “Card. G. Panico”, in occasione del 57° anniversario di inaugurazione del nosocomio e “nell’anno del Centenario della nascita di Mons. Carmelo Cassati esecutore testamentario delle volontà del Card. G. Panico”. Per ovvi motivi di spazio non posso soffermarmi in modo esaustivo su tutti gli interventi.
La relazione iniziale è stata del Dott. F. Accogli, che ha presentato il suo poderoso lavoro ”La luce ed il sorriso a Tricase e dintorni”, edito in ben cinque eleganti volumi contenuti in cofanetto e corredati di pen drive ove vengono raccolti gli articoli comparsi nella stampa periodica locale (1961-2019), riguardanti l’Oasi, l’Ospedale, il Polo Didattico Universitario, l’Hospice Casa di Betania e le Suore Marcelline. L’Opera, frutto di scrupolosa e puntuale ricerca sulla stampa locale, fornisce uno spaccato del percorso delle Marcelline a Tricase e delle tappe del nosocomio dalla sua fondazione ai giorni nostri. E’ utile fonte d’informazione per la comunità e per gli storici locali a beneficio soprattutto delle nuove generazioni.
E’ seguita la prolusione del Vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, Mons. V. Angiuli sul tema “Tracce per relazioni solidali” rivolta in particolar modo ai numerosi giovani studenti presenti del corso di laurea in infermieristica. Il Vescovo ha illustrato in particolare il concetto di “identità” importante elemento di coesione di un gruppo, di una comunità in ogni ambito, laico e religioso ed anche in quello sanitario.
Ha fatto seguito l’intervento di Suor Margherita Bramato, Direttrice Generale, che si è soffermata su “Il progetto del Card. Panico per l’Ospedale e il carisma delle suore Marcelline come evento fondativo e continuativo dell’Opera”. E’ emerso il suo continuo ed infaticabile dinamismo e la sua “curiosità a scrutare il futuro” che le permette di continuare a progettare e proiettare l’opera verso il divenire sulle ormai solide basi del passato e del presente.
La parte medico-assistenziale sul tema “Attualità dei percorsi di cura e prossimità alla popolazione salentina: Innovazioni in campo tecnologico, didattico e organizzativo” è risultata essere particolarmente interessante specie per coloro i quali non ne avessero conoscenza perché ha fornito una fotografia di come si procede nella diagnosi e gestione di diverse patologie, aderendo in modo opportuno alle più aggiornate linee guida tenuto anche conto delle normative sanitarie, in team multidisciplinari in campo chirurgico-oncologico, cardiologico-interventista, radiologico, radiologico-interventista e nucleare, nonché chirurgico-vascolare ed urologico con l’utilizzazione di moderne ed avanzate tecniche diagnostico-operative garantite dalla professionalità e dedizione del personale sanitario e dalla riconosciuta disponibilità ed attenzione dell’Ente a fornire e dotare le equipe delle più moderne e particolarmente costose attrezzature, quali i robot Da Vinci, utilizzati in ambienti dedicati e all’avanguardia.
Fiore all’occhiello dell’operatività chirurgica risulta essere la “sala ibrida” utilizzabile anche in contemporanea da diversi specialisti sullo stesso paziente permettendo interventi più sicuri e meno invasivi con migliori risultati diagnostici e prognostici.
E’ stato evidenziato dai diversi interventi che tali strumentazioni e modalità organizzative, sono attualmente disponibili e contemplate solo in pochissimi altri centri ospedalieri pugliesi. Non è stato tralasciato il ruolo fondamentale del percorso riabilitativo nel post-acuzie e nella cronicità e dell’assistenza garantita nella struttura Casa Betania, ai malati fragili, ai malati terminali e nell’ambito delle malattie neurodegenerative con risultati riconosciuti a livello nazionale.
L’ingegnere A. Coppola, tecnico della Fondazione, ha illustrato “I nuovi progetti strutturali” con particolare riferimento all’ultima stesura del progetto per il pronto soccorso che non prevede più l’utilizzo di suolo pubblico per la realizzazione della rampa di accesso. A questo punto tornerà utile al lettore precisare che il progetto per la costruzione di una nuova rampa di accesso al pronto soccorso è scaturito dalla necessità di ottemperare alla vigente normativa in materia, con la possibilità di partecipare da parte dell’Azienda al bando regionale che prevede specifici fondi per gli ospedali classificati(quelli di San Giovanni Rotondo, Acquaviva delle Fonti e Tricase), strutture ospedaliere, è bene rimarcarlo, che pur di natura giuridica privata, offrono servizio pubblico negli stessi termini e modalità degli ospedali pubblici garantendo anche il servizio di Pronto Soccorso tutti i giorni dell’anno nell’arco delle 24 ore, pure se, come succede, dovessero superare il tetto di spesa previsto dalla Regione per l’attività complessiva svolta. E’ del tutto evidente quindi che questi sostanziali elementi caratterizzano e notevolmente differenziano gli ospedali classificati, no profit, da quelli privati puri, profit.
E’ intervenuto anche il Sindaco A. De Donno che, nel portare i saluti della Città, si è detto “orgoglioso” nel sentire personalmente apprezzare in contesti nazionali “l’eccellenza dell’ospedale” della quale purtroppo non sempre la nostra comunità ha piena consapevolezza perdendo di vista l’innegabile ed insostituibile beneficio che ne deriva.