di Alessandro DISTANTE
Un signore con in testa un cappellino, travestito da Presidente degli Stati Uniti d’America, firma a mitraglia una serie di carte: via gli immigrati; libertà per gli assaltatori del Campidoglio; chiusura dei rubinetti per spese inutili; licenziamento dei dipendenti che lo avevano accusato. Lo stesso signore, così mascherato, decide di fare una festa in un posto chiamato Gaza e ribattezzato Gaza Beach: si tratta di una località dove non c’è più niente ed è inutile ricostruire le case per chi ci abitava (gente poco propensa al divertimento); il posto è bello, meglio farne una spiaggia con tanto di attrazioni turistiche. Lo stesso signore –sempre travestito da presidente americano- pensa di annettere Messico e Canada e di porre fine ad una guerra lontana, in cambio di materiali preziosi.
Accade poi che in un altro Paese si liberi un torturatore di uomini e persino di bambini. Un complice dei trafficanti di immigrati per il quale una Corte di Giustizia ha emesso un mandato di cattura. Un signore, indossata la veste di ministro, decide di autonominarsi giudice e processa gli altri Giudici (quelli che hanno deciso per l’arresto del torturatore). Un altro signore, pure lui travestitosi da ministro, mette a disposizione un aereo con bandiera italiana e riaccompagna il torturatore a casa sua, dove viene accolto da una folla festante.
Storielle di Carnevale, è ovvio! Nel mondo vero, il diritto, anche quello internazionale, ha la sua forza e quelle storie non possono accadere!
Ma si sa, a Carnevale ogni scherzo vale! C’è poi qualcuno, privo di spirito carnascialesco, che sbraita: “Non è uno scherzo; quelle storie sono veramente accadute”. Ma io non ci credo! Non ci posso credere! E’ o non è Carnevale?