di Alessandro DISTANTE
Il Salento ancora tira, turisticamente!
Senza scomodare dati e rilevazioni, si percepisce a pelle che il nostro territorio è in grado di attirare turisti ed altro. Solo una citazione: il G7 svoltosi in una località salentina. E’ un dato che basta ed avanza per comprovare la forte capacità attrattiva del Sud della Puglia.
In questo favorevole contesto –che dura ormai da svariati anni- anche Tricase gioca la sua parte e l’Amministrazione sfrutta ogni canale e ogni occasione per lanciare il “prodotto Tricase”.
Da ultimo il nostro Comune ha partecipato alla BIT di Milano (Borsa Internazionale del Turismo) presentandosi, insieme ai Comuni di Melendugno, Castro, Salve ed Ugento, nello stand della regione Puglia.
Un’ottima vetrina per la nostra offerta turistica.
Accanto a questo, la Città potrà presentarsi, per la prossima estate (almeno si spera), con un volto nuovo, specialmente nel suo centro storico grazie ai lavori di sistemazione del basolato e di arredo urbano e proporsi in maniera più adeguata anche in altre parti del territorio, comprese le Frazioni. Discorso a parte meritano le Marine e, al riguardo, sono stati avviati i lavori per realizzare alcuni parcheggi a Tricase Porto.
E’ certamente la via giusta, ma che deve fare i conti con alcune scelte di fondo che non possono essere rinviate. Innanzitutto capire verso dove la Città intende andare: in questo la mancanza di un piano regolatore costituisce il più grosso limite. Appare veramente difficile pensare che la capacità attrattiva di Tricase possa passare soltanto attraverso interventi sulla viabilità e sull’arredo urbano senza individuare, ad esempio, spazi di vivibilità cittadina e senza curare un ordinato sviluppo della ricettività turistica. Ciò non vuol dire necessariamente nuovi interventi di strutture alberghiere ma può voler dire normative che consentano e favoriscano la destinazione alla ricettività di edifici e/o immobili già esistenti.
Allo stesso modo non pare possibile assicurare una piena e comoda fruibilità del centro storico in mancanza di un disegno complessivo che preveda spazi di sosta e parcheggi a ridosso delle zone che trainano il turismo.
La scelta o, meglio, la non scelta è stata quella di congelare il Piano Regolatore e favorire interventi lottizzatori per i quali i proprietari non avevano mostrato alcun interesse (salvo ad essere sollecitati prima delle norme limitative che accompagneranno il nuovo strumento urbanistico).
Il turismo, poi, non può costituire l’unica via per lo sviluppo dell’economia locale. In un contesto nel quale il TAC mostra segnali di difficoltà, anche in territori vicini a quello di Tricase, non è pensabile che si punti soltanto su un fenomeno come quello turistico che è soggetto anche alla moda e a spinte irrazionali e come tali ingovernabili. Si deve inoltre pensare a cosa possono diventare o cosa sempre di più potranno diventare le vicine coste dell’Albania o della Croazia (per non dire della Grecia), in grado di offrire ospitalità a prezzi molto più convenienti.
L’azione amministrativa è chiamata a prestare attenzione anche su altri settori, primo tra tutti l’artigianato e la piccola industria, oltrechè i servizi.
Registriamo con piacere la nomina a Vice presidente del Consorzio ASI della provincia di Lecce del concittadino Andrea Musio, ma occorre che vi sia una spinta decisa ed un favor del Comune verso forme di investimento e iniziative che aiutino le nostre imprese.
L’estate, tanto per dirne una, potrebbe essere anche l’occasione per far conoscere le forme di artigianato e di produzione del territorio. Miggiano, in questo senso, ha implementato, nel corso degli anni, una Fiera che è vetrina per tanti produttori locali; se non è bene fare duplicati occorre trovare formule che tuttavia facciano conoscere, anche a chi magari occasionalmente viene da fuori, la ricchezza e la bravura delle nostre imprese, anche di quelle piccole.
Unire quindi il turismo ad offerte dei settori primario (i prodotti dell’agricoltura) e di quello secondario (quale l’artigianato e la piccola industria) può essere un’idea da sviluppare.
Per questo tuttavia non basta avere genericamente a cuore il bene comune della Città –e ci mancherebbe altro- ma avere un progetto complessivo e di medio-lungo periodo. Questo si chiama politica, luogo nel quale i programmi e le proposte trovano la loro centralità. Non è possibile ritenere che non contino le diverse appartenenze che sono legate a prospettive di fondo a volte molto distanti. In vista del prossimo appuntamento elettorale è quindi quanto mai opportuno che si incoraggi l’elaborazione di proposte che dicano qualcosa di concreto e intorno alle quali si aggreghino le persone e le candidature. Non è sufficiente la buona volontà e la ricerca del bene comune se non ci si chiede e se non si propone un progetto di prospettiva agli elettori.