Mafia, droga ed estorsioni
di Alessandro DISTANTE
Le cronache di questi giorni vedono anche il Basso Salento protagonista di indagini dalla significativa e preoccupante denominazione “Sud Est” e che ipotizzano associazioni a delinquere di stampo mafioso dedite al narcotraffico, alle estorsioni con indagati che rispondono anche di possesso di armi da fuoco come pistole e fucili a pompa. Tra le piazze dello spaccio anche Tricase, oltre a Racale, Scorrano e Maglie.
L’arresto di 87 persone su un totale di 112 indagati, l’impiego di oltre 470 carabinieri con il supporto di unità specializzate e reparti d’élite, sono numeri che rendono evidente l’importanza dell’operazione. Si parla di una collaborazione tra vari clan mafiosi, il tutto per massimizzare i profitti.
Questa notizia fa seguito ad altri episodi che hanno visto, anche di recente, la Città interessata da furti che avevano destato allarme e timori.
Nessuno deve creare allarmismi e, tuttavia, ugualmente grave sarebbe il far finta di niente, così rischiando che simili disattenzioni portino a compromettere un tessuto sostanzialmente e tradizionalmente sano.
Agli interventi repressivi delle Forze dell’Ordine e della Magistratura deve affiancarsi una vigilanza diffusa. E non basta: questa vigilanza deve accompagnarsi e dare seguito ad operazioni di prevenzione e di sradicamento delle ragioni di fondo, sociali, culturali ed economiche che alimentano queste deviazioni criminali.
E qui la “chiamata alle armi” è per tutti: dalle famiglie, alle agenzie educative, al terzo settore, all’informazione.
Il dibattito sulla Città non può procedere a comparti stagno, nella sicura consapevolezza che il vivere bene (vedasi nelle pagine interne la questione viabilità e traffico) può depotenziare le spinte e le ragioni delle devianze criminali come, per esempio, il mercato delle tossicodipendenze