di Cosimo RIZZO
I "gruppi di autoconsumatori che agiscono collettivamente" (AUC) sono composti da titolari di punti di connessione situati all’interno dello stesso edificio. Il principale contesto di applicazione di questa configurazione è, quindi, il condominio.
L’installazione di un impianto fotovoltaico collegato alle parti comuni consente all'AUC di ridurre i costi della bolletta elettrica condominiale e, al contempo, di generare benefici per i singoli condòmini che aderiscono all’iniziativa. I vantaggi di questo sistema sono molteplici: da un lato, vengono ridotti i consumi delle parti comuni, come quelli per l’alimentazione degli ascensori o delle utenze centralizzate; dall’altro, i condòmini aderenti beneficiano di un contributo diretto, proporzionale all’energia autoconsumata, grazie agli incentivi previsti dal GSE.
Gli amministratori di condominio ricoprono un ruolo fondamentale nel sensibilizzare i condòmini e nel proporre queste soluzioni durante le assemblee, grazie alla loro maggiore conoscenza del tema rispetto ai privati cittadini.
Rispetto alle comunità energetiche, la creazione di un gruppo di AUC risulta più semplice e meno onerosa. Infatti, non è necessario costituire un soggetto giuridico separato, con i relativi costi. Il condominio stesso è già un’entità giuridica idonea, e le spese possono essere incluse nei bilanci condominiali gestiti dall’amministratore. Inoltre, i confini di queste configurazioni sono limitati al condominio e alle sue unità abitative, semplificando ulteriormente il processo.
Tra i principali benefici figurano l’utilizzo di energia rinnovabile a chilometro zero, la riduzione dei costi energetici e le tariffe incentivanti del GSE, che riconosce un incentivo di circa 110 euro/MWh sull’energia condivisa per 20 anni. Inoltre, queste configurazioni favoriscono l’elettrificazione dei consumi, ad esempio tramite l’installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici o la sostituzione di generatori di calore con soluzioni in pompa di calore.
Un ulteriore vantaggio è l’economia di scala: un unico impianto fotovoltaico condominiale può ridurre i costi specifici per kilowatt e massimizzare i benefici per tutti i partecipanti.
Non è obbligatorio che tutti i condòmini aderiscano al gruppo di autoconsumo, ma è necessario che la maggior parte di essi dia il proprio consenso. Per questo motivo, le configurazioni più comuni riguardano piccoli condomìni, con 6-10 unità abitative, dove è più facile proporre l’intervento e raggiungere un accordo tra i condòmini. Si parla di "maggioranza" perché la configurazione più diffusa non coinvolge l’intero condominio, ma solo i condòmini che decidono di investire nella creazione del gruppo di autoconsumo, per poi dividersi i benefici derivanti dalla produzione di energia.
In termini di configurazione, il gruppo di autoconsumatori può essere basato su un impianto fotovoltaico condominiale o su uno o più impianti privati di proprietà dei condòmini, che scelgono di mettere a disposizione della collettività la propria installazione. In alternativa, è possibile adottare una combinazione di queste opzioni.
Informazione promozionale cell. 39 349 1678 196 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.